Ideali e azioni per la collettività

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Questo blog ha la funzione di portare all’attenzione di tutti coloro che vogliono spendersi per una Capo d’Orlando più libera, vivibile e all’insegna del pluralismo, fatti azioni e proposte concrete per far si che questa terra possa sfruttare al meglio tutte le potenzialità che una natura generosa gli ha riservato.

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Come fare comunità?

Suggerimenti di metodo per una “partecipazione autentica”

Una narrazione polifonica per una società diversificata

Qual è il primo passo per attivare questo percorso? Si parte dalla narrazione polifonica che mette al centro i vissuti delle persone e le loro emozioni legate alle esperienze, evitando con cura di partire dalla richiesta di opinioni come invece siamo abituati a fare attraverso i sondaggi d’opinione. La condivisione del racconto riunisce quindi più voci diverse ed è generatrice di un senso comunitario basato sul protagonismo di chi partecipa al dialogo. Il solo fatto di raccontare la complessità con ricchezza di dettagli sospende il giudizio e permette l’ascolto in un setting accogliente, evitando il semplice schieramento tra opposti: giusto/sbagliato, ragione/torto, vero/falso, amico/nemico. Attraverso la narrazione polifonica le posizioni si moltiplicano, rappresentando con più aderenza la nostra società diversificata. Per fare questo è importante che il racconto resti sempre aperto ad altre voci: «l’ascolto proattivo diventa fondamentale e funziona quando crea fiducia, permette la gestione del conflitto, accoglie tutti i punti di vista e li mostra alla pari».

Il confronto creativo

Come facciamo, partendo dalle diverse esperienze, a costruire comunità attorno a una visione comune? Un secondo passaggio prevede il confronto creativo intorno al concetto di “futuri probabili” (se fra cinque anni non succede niente, come sarà la nostra comunità?) e “futuri desiderabili” (se tra cinque anni la nostra comunità è migliorata, cosa è cambiato?). L’elaborazione congiunta di una visione condivisa permette di passare da uno scenario all’altro e di definire in un secondo momento gli obiettivi operativi. Si tratta di un confronto creativo, molto diverso dal confronto parlamentale (basato sulle mozioni d’ordine e il diritto di contraddittorio) in cui emerge l’intelligenza plurale. «Se assumo che tu hai ragione non assumo che io ho torto»: è proprio da paradossi come questo che si nutre il confronto creativo tra punti di vista alla pari. «Nella società complessa gli antipatici sono fondamentali» e dunque anche chi dissente è molto benvenuto, purché rispetti le regole del dialogo.

Il ruolo della pubblica amministrazione nella costruzione di una comunità

Infine, come può la pubblica amministrazione contribuire alla costruzione di una comunità? Solo favorendo contesti di confronto con i cittadini, sviluppando la capacità di mutuo apprendimento e correggendosi durante il percorso. Se siamo più abituati ai facilitatori che danno voce a tutti i partecipanti, inedita è la figura del garante del diritto all’ascolto. Così la co-progettazione, in quanto processo aperto, pubblico e inclusivo, diventa uno strumento ideale per cogliere l’opportunità di entrare in prospettive diverse dalla propria.
Questo è il quadro generale entro il quale si inseriscono i Patti di collaborazione che sono «un cambiamento assolutamente rivoluzionario e fondamentale che permette un dialogo con la pubblica amministrazione. La vera rivoluzione dei Patti stabilisce che la pubblica amministrazione esca da una gabbia del diritto pubblico autoritativo».
In questo momento la sfida è di far funzionare bene una società di uguali, in cui c’è una pretesa di uguaglianza che non c’è mai stata nella storia dell’umanità.
Noi dobbiamo assolutamente avere un’amministrazione capace di promuovere la possibilità dei contesti di mutuo apprendimento fra i cittadini.

Fonte : labsus di Daniela Ciaffi – Lorena Di Maria – Giulia Marra

Amministrare in modo condiviso modifica quindi le prassi, crea alleanze che migliorano i servizi e la qualità della vita di una città, promuove il confronto e la collaborazione sulla costruzione dei percorsi.
Poi, più in profondità, trasforma e nutre l’anima di una comunità, se questa è pronta e disposta a farlo.

Fare squadra –  perché pensiamo che sia l’unico modo per crescere insieme, muovendosi su asset quali quello dell’esperienza, della competenza e del territorio.da ogni crisi, nasce un’opportunità”, siamo alla ricerca di un modo nuovo che ci permetta di raggiungere gli obiettivi.

l progetti nascono dalle idee di affrontare problemi reali con iniziative attive ed atteggiamento positivo - proattivo - collaborativo.

 

 

 

L’Italia ha bisogno di cittadini attivi, responsabili e solidali.
Da soli non ci si salva !!     
Ogni scelta modella la nostra vita.
Diventiamo consapevoli delle nostre scelte.
Con il buonsenso possiamo costruire le condizione per condivisione e meritocrazia.      
 Accelerare l’innovazione e sviluppare Il buon senso di reciprocità . .
Cerchiamo volonterosi per costruire un pezzo di mondo migliore, una piccola Comunità impegnata ad inventare nuovi modi di pensare, abitare e vivere, aprirsi al lavoro produttivo.
Hai idee e progetti da proporre ? 
Aiutiamoci a farli partire ! . . .
Creare una squadra di persone curiose, creative ed intraprendenti che prima di tutto vogliono scoprire il mondo e fornire le migliori risposte ai problemi che incontrano.
E’ IL NOSTRO SOGNO ED OBIETTIVO ! ! ! . . .
CURIOSI - CREATIVI - INTRAPRENDENTIATTIVI NEL REALIZZARE
Svolgimento di più funzioni contemporaneamente. 
Puntiamo sul metodo Multitasking .
Dalle visioni alle strategie, dalle strategie ai progetti - alle realizzazioni.
Organizzazione no profit  per l’evoluzione sociale:
LOTTIAMO PER LA SOPRAVVIVENZA NON PER LA LOTTA DI CLASSE ! . . .
Se sei interessato/a a far parte della squadra  fine pagina trovi - lascia una risposta - scrivi i tuoi riferimenti - ti contatteremo.
Ci sono molte più persone di quanto si possa pensare generose, altruiste, che aspirano ad una vita in cui possano aiutare gli altri. L’Italia e gli italiani sono un popolo grande. C’è un’Italia che si conosce poco, che esiste e resiste. A questi ci rivolgiamo con particolare attenzione.

tel. mobile 347-4629179  e-mail : comitato@trazzeramarina.it 


Le riforme sono beni comuni. Un patto repubblicano per difenderle Martedì 8 giugno 2021, alle ore 18.00 in forma digitale

IL PUNTO DI LABSUS - Se qualcuno nel governo fosse disposto a dare fiducia ai cittadini scoprirebbe che possiamo essere alleati preziosi per la realizzazione delle riforme.                    -    di Gregorio Arena 25 Maggio 2021 -

I beni comuni sono quei beni, come l’ambiente, la salute o la legalità di cui tutti dovremmo sentirci responsabili e prenderci cura, perché da essi dipende la qualità della vita di tutti noi.
Sotto questo profilo anche le riforme della pubblica amministrazione, della giustizia, del fisco e le altre riforme a cui Draghi e i suoi ministri stanno lavorando sono beni comuni di cui tutti dovremmo sentirci responsabili, preoccupandoci della loro approvazione e poi della loro realizzazione, perché dal loro successo dipende il nostro futuro collettivo.

Martedì 8 giugno 2021, alle ore 18.00, in forma digitale, si terrà il primo appuntamento pubblico della Commissione Popolare per la legge sui beni comuni. Si tratta di un percorso aperto e plurale, avviato da persone impegnate e organizzazioni impegnate in percorsi individuali e collettivi, esperienze associative e gruppi di ricerca che si occupano di promuovere, nelle istituzioni e nelle comunità, la cultura e la pratica quotidiana della cura dei beni comuni. Ad oggi sono già 37 i diversi soggetti collettivi, locali e nazionali – tra cui Labsus – che hanno aderito e che invitano tutte le persone interessate a partecipare.

Perché una Commissione Popolare?

Esistono oggi diverse proposte di legge che mirano a riconoscere i beni comuni, tutte di iniziativa parlamentare. L’iter costituzionale prevede una discussione in Commissione parlamentare, che dovrà elaborare un testo “coordinato” tra tutte le proposte depositate per sottoporlo all’approvazione da parte delle Camere. Mai come nel discorso sui commonsil contenitore è contenuto: il limite procedurale delle precedenti proposte è stato quello di essere esito di processi limitati alla partecipazione di pochi accademici. Un approccio che le realtà aderenti alla Commissione reputano del tutto incompatibile con le intelligenze teoriche e pratiche che invece sono il corpo vivo e pensante degli avanzamenti giuridici in tema di beni comuni che si sono tradotti in proposte referendarie e legislative, delibere, regolamenti e atti amministrativi in tutto il territorio.

Come partecipare

L’invito della Commissione è rivolto a esperti/e nei campi come quelli giuridici, filosofici, economici, urbanistici, politologici, sociologici e antropologici nonché della politica e dell’attivismo sociale, rifiutando come unici criteri di selezione i titoli accademici, le qualifiche ANVUR, le affinità politico-elettorali.

Il testo integrale dell’invito a comporre la Commissione è disponibile su: https://www.commissionepopolarebenicomuni.it

Per aderire compila il form disponibile su: https://www.commissionepopolarebenicomuni.it/modulo-adesione.

Per informazioni e per partecipare all’incontro dell’8 giugno, ore 18.00, scrivere a info@commissionepopolarebenicomuni.it

Amministrare in modo condiviso modifica quindi le prassi, crea alleanze che migliorano i servizi e la qualità della vita di una città, promuove il confronto e la collaborazione sulla costruzione dei percorsi.
Poi, più in profondità, trasforma e nutre l’anima di una comunità, se questa è pronta e disposta a farlo.Fare squadra –  perché pensiamo che sia l’unico modo per crescere insieme, muovendosi su asset quali quello dell’esperienza, della competenza e del territorio.da ogni crisi, nasce un’opportunità”, siamo alla ricerca di un modo nuovo che ci permetta di raggiungere gli obiettivi.

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L’Italia ha bisogno di cittadini attivi, responsabili e solidali.
Da soli non ci si salva !!     
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Con il buonsenso possiamo costruire le condizione per condivisione e meritocrazia.      
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LOTTIAMO PER LA SOPRAVVIVENZA NON PER LA LOTTA DI CLASSE ! . . .
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Ci sono molte più persone di quanto si possa pensare generose, altruiste, che aspirano ad una vita in cui possano aiutare gli altri. L’Italia e gli italiani sono un popolo grande. C’è un’Italia che si conosce poco, che esiste e resiste. A questi ci rivolgiamo con particolare attenzione.

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valutiamo qual è “il limite della nostra generosità”. . .

Amministrazione condivisa. Un prezioso lavoro preparatorio per arrivare a questa scelta di condivisione.

Raccontata in tre fasi:

1 – la prima, quella della condivisione della scelta, della formazione e della costruzione delle basi di linguaggio e di forma necessarie per dare avvio al percorso;

2- la seconda, per proporre, imparare, osare nuove e creative visioni insieme alla comunità;

3 – la terza, in cui crescere, confermare la scelta e iniziare a sperimentare.

Siamo al nostro “12 ° compleanno ” e sono davvero molte le cose che abbiamo ancora da raccontare e le riflessioni che vogliamo condividere.

Insomma, siamo qui a fare con tutti voi un bilancio generale di questa esperienza, dal punto di vista della sensibilizzazione, nonché un ragionamento su quali siano stati i vantaggi che il Comitato spontaneo ha potuto avere dall’aver intrapreso questa strada (e, come vedrete, sono davvero molti e viaggiano in profondità), ma anche su quali sono i miglioramenti che possiamo ancora costruire insieme.

Per una comunità (cittadini, amministratori, associazioni, imprese, funzionari pubblici, enti e quanti altri la compongono) avere a disposizione il Regolamento per la cura e gestione condivisa dei beni comuni significa avere uno strumento amministrativo e operativo per superare un’esperienza di collaborazione e trasformarla in una esperienza strutturata e continuativa di cura condivisa.
Si passa, dunque, dall’attivazione (più o meno occasionale) all’espressione generativa della cura verso gli altri e verso il proprio territorio, un passaggio fondamentale e delicato per riconoscere l’importanza della comunità e iniziare a sentirsi parte, riconoscendo e avendo lo spazio per esercitare il proprio ruolo agente.
Perché questo avvenga, il/la cittadino/a attivo/a, così come ogni altro/a componente dell’alleanza, deve essere nella possibilità di camminare su questa strada collaborativa, di comunione, e di vedere e apprezzare il tragitto fatto insieme. Si deve passare cioè dalla convinzione e dalla consapevolezza della “buona azione” a quella della “capacità di trasformazione”, a quella del prendere forma in un’altra dimensione che è quella comunitaria. Questo prendere forma e quindi formarsi e con-formarsi è l’elemento di vera rivoluzione del nostro attuale sistema.

Diversamente da quanto può richiamare l’associazione lessicale al termine “conformismo”, il riconoscersi in un’entità plurima non è l’appiattirsi ad un modello unico di stile di vita ma un continuo stimolo ad accogliere ciò che è altro o diverso da sé, una continua sfida al cambiamento, all’innovazione, all’evoluzione.

È ciò che ci mette personalmente in sicurezza perché, come gli atleti che si preparano per le loro sfide sportive, così come cittadini siamo allenati alle continue trasformazione che la vita e il mondo ci pongono e ci offrono.
Amministrare in modo condiviso modifica quindi le prassi, crea alleanze che migliorano i servizi e la qualità della vita di una città, promuove il confronto e la collaborazione sulla costruzione dei percorsi.
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L’Italia ha bisogno di cittadini attivi, responsabili e solidali.
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CURIOSI - CREATIVI - INTRAPRENDENTIATTIVI NEL REALIZZARE
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input per amministratori pubblici tutti . . .

Speriamo che avrete letto nei ns continui messaggi di promozione sociale qualcosa che riproponiamo e condividiamo . . .

Labsus, il Laboratorio per la sussidiarietà, ha un obiettivo ben preciso, fondato su una certezza. La certezza è che le persone sono portatrici non solo di bisogni ma anche di capacità e che è possibile che queste capacità siano messe a disposizione della comunità per contribuire a dare soluzione, insieme con le amministrazioni pubbliche, ai problemi di interesse generale.

Questa certezza ha trovato conferma nella legge di revisione costituzionale che nel 2001 ha introdotto nella Costituzione il principio di sussidiarietà orizzontale, con questa formulazione: “Stato, Regioni, Città metropolitane, Province e Comuni favoriscono l’autonoma iniziativa dei cittadini, singoli e associati, per lo svolgimento di attività di interesse generale, sulla base del principio di sussidiarietà” (art. 118, ultimo comma). La nuova norma, riconoscendo che i cittadini sono in grado di attivarsi autonomamente nell’interesse generale e disponendo che le istituzioni debbano sostenerne gli sforzi in tal senso, conferma appunto sia che le persone hanno delle capacità, sia che possono essere disposte ad utilizzare queste capacità per risolvere non solo i propri problemi individuali, ma anche quelli che riguardano la collettività.

Se questa è la certezza di fondo che ci ispira, allora è chiaro anche il nostro obiettivo: far sapere al maggior numero possibile di persone che nella nostra Costituzione c’è questa grande novità rappresentata dal principio di sussidiarietà e che questa novità può cambiare il loro modo di stare, come cittadini, in questa società. Pochi, infatti, si sono accorti delle enormi potenzialità di questo nuovo principio. E, fra quei pochi, ce ne sono alcuni che ne danno un’interpretazione riduttiva, in negativo, secondo la quale se i privati si attivano il pubblico deve ritrarsi, come se la presenza dei soggetti pubblici in certi settori fosse un male da sopportare in mancanza di meglio.

Non è questa la nostra idea di sussidiarietà. Non solo perché, sia pure con tutti gli aggiustamenti necessari, il ruolo dei soggetti pubblici nel garantire i diritti civili e sociali riconosciuti dalla Costituzione rimane essenziale. Ma soprattutto perché la vera essenza della sussidiarietà non sta tanto nel fungere da principio regolatore dei confini fra una sfera pubblica ed una privata considerate fra loro ineluttabilmente confliggenti, quanto nell’essere la piattaforma costituzionale su cui costruire un nuovo modello di società caratterizzato dalla presenza diffusa di cittadini attivi, cioè cittadini autonomi, solidali e responsabili, alleati dell’amministrazione nel prendersi cura dei beni comuni.

E’ un modo di essere cittadini del tutto nuovo e finora irrealizzabile, perché l’ordinamento non consentiva ai cittadini comuni di occuparsi della cosa pubblica pur continuando ad essere semplici cittadini. Anzi, era considerata assurda la sola idea che un cittadino, senza iscriversi ad associazioni di volontariato o similari, potesse in quanto tale avere la voglia e le capacità per prendersi cura dei beni comuni insieme con altri cittadini e con l’amministrazione.

Oggi questa assurda idea sta nella Costituzione. E noi vogliamo che il maggior numero possibile di cittadini italiani si mobiliti, sulla base di una idea di “sussidiarietà responsabile”, per contribuire alla rinascita del Paese.

Per questo abbiamo creato Labsus, che è un vero e proprio Laboratorio per l’attuazione del principio di sussidiarietà, dove elaboriamo idee, raccogliamo esperienze e materiali di ogni genere, segnaliamo iniziative. E tutto questo lo facciamo da volontari, anzi, meglio, da cittadini attivi, impegnando tempo ed energie senza ricevere compensi di tipo materiale ma traendone invece molte soddisfazioni sul piano della realizzazione personale.

Sappiamo infatti che quello che stiamo facendo, sia pure con le nostre forze limitate, è utile ed è destinato a cambiare radicalmente le forme della cittadinanza in Italia, con effetti al momento imprevedibili ma sicuramente incisivi dal punto di vista della realizzazione di una maggior democrazia sostanziale, del miglioramento della convivenza civile, delle condizioni materiali di vita.

Chi vuole battersi con noi per questi obiettivi è benvenuto in Labsus.

Fonte : labsus.org

Questa è ANCHE ! una condivisione del  COMITATO SPONTANEO TRAZZERA MARINA .

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L’Italia ha bisogno di cittadini attivi, responsabili e solidali.
Da soli non ci si salva !!     
Ogni scelta modella la nostra vita.
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Con il buonsenso possiamo costruire le condizione per condivisione e meritocrazia.      
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Cerchiamo volonterosi per costruire un pezzo di mondo migliore, una piccola Comunità impegnata ad inventare nuovi modi di pensare, abitare e vivere, aprirsi al lavoro produttivo.
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Creare una squadra di persone curiose, creative ed intraprendenti che prima di tutto vogliono scoprire il mondo e fornire le migliori risposte ai problemi che incontrano.
E’ IL NOSTRO SOGNO ED OBIETTIVO ! ! ! . . .
CURIOSI - CREATIVI - INTRAPRENDENTIATTIVI NEL REALIZZARE
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Puntiamo sul metodo Multitasking .
Dalle visioni alle strategie, dalle strategie ai progetti - alle realizzazioni.
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Ci sono molte più persone di quanto si possa pensare generose, altruiste, che aspirano ad una vita in cui possano aiutare gli altri. L’Italia e gli italiani sono un popolo grande. C’è un’Italia che si conosce poco, che esiste e resiste. A questi ci rivolgiamo con particolare attenzione.

– tel. mobile 347-4629179  e-mail : comitato@trazzeramarina.it  www.trazzeramarina.it

un passo da fare ! . . . proposta ! . . .

L’informazione di sensibilizzazione finora divulgata dal Comitato spontaneo Trazzera Marina è stata possibile grazie alla volontà ed impegno di una singolapersona che ha divulgato tutto il contenuto del blog.trazzeramarina.it

E’ fondamentale adesso scegliere! . . .  fare un passo per stabilizzare il lavoro fin’ora svolto ed avere una continuità strutturata ad affrontare problemi – idee – progetti, chiedo a tutti coloro che ci seguono di affronatre queste passaggio ed attivarsi per fondare un’associazione di promozione sociale.

Fare squadra –  perché pensiamo che sia l’unico modo per crescere insieme, muovendosi su asset quali quello dell’esperienza, della competenza e del territorio.

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comunicazione rinnovate richieste su zona demaniale lungomare rudere samps

Egreggi lettori e firmatari petizioni regresse in merito a suggerimenti per recupero spazi messa in sicurezza  decoro urbano e turistico destinazione d’uso dell’area demaniale ex Samps. 

                                    ECCO L’AZIONE INTRAPRESA :

- IDEA PROGETTO -Beni comuni e amministrazione condivisa Patti di collaborazione • Inviata tramite pec sig. Sindaco ed amm.ri tutti Comune di Capo d’Orlando :   vedi su www.trazzeramarina.it  – oppure whatsapp

- Richiesta di accesso ai documenti : Agenzia del Demanio sicilia servizi territoriali;

- Richiesta di accesso ai documenti : Agenzia del Demanio sicilia ;

                                        IL CONTENUTO ALLA RICHIESTA :

RICHIESTA DI ACCESSO AI DOCUMENTI

(Legge 7 agosto 1990,n.241 – D.P.R.12 Aprile 2006, n.184)

ALL’AGENZIA DEL DEMANIO Direzione Regionale Sicilia Servizi Territoriali Sicilia Palermo 1

Il sottoscritto Carlo LIBRIZZI nato a Capo d’Orlando il 23.11.1953 ed ivi residente in Via T. Marina, 56 Telefono 3474629179 e-mail comitato@trazzeramarina.it C.F. LBRCRL53S23B666E documento identità n.AS3572909 rilasciato dal Comune di Capo d’Orlando in data 05.10.2011. In qualità di portavoce del Comitato Spontaneo Trazzera Marina Via Cordovena nel comune di Capo d’Orlando (ME);

                                                 IN MERITO ALLA RICHIESTA :

della Bonifica – salvaguardia incolumità dei cittadini – riqualificazione – dell’area demaniale su cui insiste un rudere di fabbricato censito in catasto al foglio di mappa n.21 particellan.139. Con riferimento alla informativa dell’agenzia del demanio in data 21.02.2013 prot. 2013/3614/DRSI/ST PA2 indirizzata al Comune di Capo d’Orlando e p.c. al Comitato Spontaneo Trazzera Marina Via Cordovena nel Comune di Capo d’Orlando.

In seguito al sopra luogo effettuato presso il sito ex Samps nel comune di Capo d’Orlando, alla sua presenza e di altra sua collega il signor Sindaco coadiuvato da funzionario tecnico comunale, ed io come portavoce del Comitato spontaneo a distanza di 8 anni nonostante le ripetute segnalazione fatte a tutti gli enti in lungo ed in largo siamo arrivati alla determinazione di

                                                                  CHIEDERE

Ai sensi degli artt.22 SS. Della legge 7 Agosto1990, n.241, di esercitare il diritto di ACCESSO ALLA SEGUENTE DOCUMENTAZIONE:

  • Copia contratto concessione affitto demaniale con Ditta Samps srl e precedenti in Vostro possesso.

 

Capo d’Orlando lì                                   IL PORTAVOCE DEL COMITATO SPONTANEO

 

                                                                        ————————————————-

 

L’immaginazione collaborativa per il benessere diffuso di una comunità.

Il punto focale della politica collaborativa è la cura delle relazioni di prossimità, trovando gli strumenti necessari e adeguati per la co-produzione di soluzioni responsabilmente pensate per la cura condivisa di spazi e luoghi, per la valorizzazione e l’uso sostenibile delle risorse locali.

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da ogni crisi, nasce un’opportunità”, siamo alla ricerca di un modo nuovo che ci permetta di raggiungere gli obiettivi.

l progetti nascono dalle idee di affrontare problemi reali con iniziative attive ed atteggiamento positivo - proattivo - collaborativo.

 

 

 

L’Italia ha bisogno di cittadini attivi, responsabili e solidali.
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uno spazio di sosta e verde pubblico, aggregativo da restituire alla sua comunità abitante e abilitante dopo 60 anni . . .

-Beni comuni e amministrazione condivisa-

Patti di collaborazione • idea progetto

OGGETTO : uno spazio di area di sosta e verde pubblico, Area ex SAMPS sul lungomare A. Doria di Capo d’Orlando restituito alla sua comunità abitante e abilitante.

UNA funzione sociale delle aree di sosta e verde cittadino come luogo di coesione e socialità, intendendo valorizzare spazi pubblici attraverso il sostegno a diverse forme di cura, tutela e partecipazione attiva della cittadinanza, riconfermando così la centralità dei beni pubblici come beni comuni e come motore di identità della comunità cittadina di riferimento. Per questa idea ci vuole un percorso di co-progettazione da avviare come  un Patto di collaborazione tra l’amministrazione comunale di Capo d’Orlando e il Comitato spontaneo Trazzera Marina comitato di comunità nato nel  2008  da singoli cittadini,  che si impegna nella sensibilizzazione dell’amministrazione condivisa per la cura e la manutenzione degli spazi e degl’immobili abbandonati .

Agire é un sogno civico per la memoria di un luogo è dei suoi abitanti . . .

L’incipit è un sogno: quello di CARLO, che vuole restituire al quartiere e alla città intera quell’area che ha vissuto e abitato fin da piccolo, un’area che negli anni 60 era verde demanio marittimo, poi peruna serie di sopprusi amministativi è stata data in gestione per sviluppo artigianale. In stato di abbandono da oltre 25 anni, struttura mista ferro laterizi e c.a. con oltre 1000mq. di copertura in eternit fino al 2008 – affidata dalla gestione demanio ad attività finalizzate all’interesse generale di una comunità. Per CARLO, oggi portavoce di ben tre petizioni una delle quali per rimozione eternit- l’idea è che il primo passo per abitare un luogo a lui caro è prendersene cura, così che, si è impegnato con altri, anche porta a porta, per coinvolgere gli abitanti del quartiere in quel lungo processo di partecipazione democratica che ha portato un gruppo di cittadini volontari alla costituzione di un Comitato spontaneo. Il sogno di CARLO, è legato alla memoria delle vicissitudini viste per la diversa destinazione d’uso di quei luoghi e le persone che ci hanno convissuto è perso anche la salute, intorno, che, prima del disuso e dell’incuria, era cuore pulsante di un quartiere periferico e crocevia di storie tra via Trazzera Marina e via Cordovena. Portare il cambiamento nella pratica quotidiana non è stato facile, perché alcuni non volevano quel cambiamento o semplicemente alcune realtà non hanno avuto l’intuizione di prevedere un futuro diverso. Il processo di capacitazione di un territorio e la sussidiarietà orizzontale come pratica per ri-conoscere beni comuni si nutrono di fiducia relazionale e di responsabilità condivisa dei soggetti di una comunità che cura quei beni, curando se stessa. L’attivazione di una rete protagonista di esperienze dal basso ha portato alla nascita del Comitato Spontaneo con un percorso trasparente e inclusivo, con la volontà sistemica di superare le frammentazioni delle delle persone, l’abbandono e il decadimento strutturale con incuria, con l’obiettivo di valorizzare un’area che è l’unica area nel centro urbano di circa 1500mq.

L’Amministrazione condivisa relativamente alle attività e agli interventi concordati in fase di co-progettazione – prevede diverse forme di azione pubblica e privata, valutando intervento diretto dell’amministrazione, impegno a titolo volontario, promozione di servizi a bassa soglia e forme di imprenditoria sociale volte alla creazione di inclusione sociale, al fine di garantire la sostenibilità dei percorsi congiuntamente concordati e la creazione di occupazione

L’immaginazione collaborativa per il benessere diffuso di una comunità.

Il punto focale della politica collaborativa è la cura delle relazioni di prossimità, trovando gli strumenti necessari e adeguati per la co-produzione di soluzioni responsabilmente pensate per la cura condivisa di spazi e luoghi, per la valorizzazione e l’uso sostenibile delle risorse locali.

Fare squadra –  perché pensiamo che sia l’unico modo per crescere insieme, muovendosi su asset quali quello dell’esperienza, della competenza e del territorio.

da ogni crisi, nasce un’opportunità”, siamo alla ricerca di un modo nuovo che ci permetta di raggiungere gli obiettivi.

l progetti nascono dalle idee di affrontare problemi reali con iniziative attive ed atteggiamento positivo - proattivo - collaborativo.

 

L’Italia ha bisogno di cittadini attivi, responsabili e solidali.
Da soli non ci si salva !!     
Ogni scelta modella la nostra vita.
Diventiamo consapevoli delle nostre scelte.
Con il buonsenso possiamo costruire le condizione per condivisione e meritocrazia.      
   Accelerare l’innovazione e sviluppare Il buon senso di reciprocità . . .
Cerchiamo volonterosi per costruire un pezzo di mondo migliore, una piccola Comunità impegnata ad inventare nuovi modi di pensare, abitare e vivere, aprirsi al lavoro produttivo.
Hai idee e progetti da proporre ? 
Aiutiamoci a farli partire ! . . .
Creare una squadra di persone curiose, creative ed intraprendenti che prima di tutto vogliono scoprire il mondo e fornire le migliori risposte ai problemi che incontrano.
E’ IL NOSTRO SOGNO ED OBIETTIVO ! ! ! . . .
CURIOSI - CREATIVI - INTRAPRENDENTIATTIVI NEL REALIZZARE
Svolgimento di più funzioni contemporaneamente. 
Puntiamo sul metodo Multitasking .
Dalle visioni alle strategie, dalle strategie ai progetti - alle realizzazioni.
Organizzazione no profit  per l’evoluzione sociale:
LOTTIAMO PER LA SOPRAVVIVENZA NON PER LA LOTTA DI CLASSE ! . . .
Se sei interessato/a a far parte della squadra del COMITATO TRAZZERA MARINA  fine pagina trovi - lascia una risposta - scrivi i tuoi riferimenti - ti contatteremo.

– tel. mobile 347-4629179  e-mail : comitato@trazzeramarina.it  www.trazzeramarina.it

 

energie rinnovabili zero emissioni di carbonio – prendere parte alle soluzioni per il cambiamento climatico . . .

Cominciamo sempre con il chiederci in che modo possiamo dare un’impronta più sostenibile alle nostre attività. È nostra responsabilità, ma è anche il modo migliore per innovare, replicare e condividere con altri.

UNO SPUNTO POTREBBE SICURAMENTE VENIRE DALL’ENERGIE RINNOVABILI:

Per raggiungere questo obiettivo, stiamo vagliando nuove tecnologie per la generazione e lo stoccaggio di energia senza emissioni di CO2. Chiediamo a collaborare con enti pubblici, aziende di pubblici servizi, legislatori, città e tutte le parti coinvolte in sicilia per implementare queste tecnologie e promuovere un cambiamento a livello di sistema. Daremo il nostro supporto alle idee che propongono importanti azioni per il clima a livello globale, creano percorsi verso un’economia senza emissioni di CO2 e realizzano la prospettiva del Green Deal.

Le obbligazioni sostenibili sono degli strumenti sempre più rilevanti che promuovono gli investimenti nelle iniziative ambientali e sociali a livello mondiale. Si tratta dell’emissione societaria per quanto concerne questa tipologia di obbligazioni.

Questi investimenti intensificheranno il sostegno per una grande varietà di problematiche, essenziali per l’obiettivo europeo di diventare il primo continente a impatto CO2 neutro: energia pulita, bioedilizia, trasporti non inquinanti, progettazione circolare, alloggi a prezzi accessibili, uguaglianza razziale, risposta al COVID-19 e sostegno alle piccole imprese, solo per citare alcuni esempi.

Il reperimento di energia a zero emissioni è complesso in molte parti del mondo. Per contribuire allo sviluppo della generazione di energia eolica, solare e altri tipi di energia pulita nei luoghi che ne hanno più bisogno, abbiamo deciso di questa nuova proposta sperando che qualcuno la cavalchi onestamente.

Azzerare le emissioni dovute alle nostre attività è essenziale, ma il nostro impatto è nettamente maggiore se collaboriamo con altri invitandoli a fare lo stesso. Ci impegniamo nella condivisione di tecnologie e metodi, nonché nel sostegno di organizzazioni di tutto il mondo nella transizione verso sistemi resilienti senza emissioni di CO2.

Il piano a zero emissioni di carbonio favorirà la nascita di nuovi lavori, direttamente o indirettamente esistono corsi di introduzione alle opportunità di lavoro nel settore dell’energia solare.

Lavoro e formazione continua sono necessari per avviare l’Italia verso la costruzione di un sistema nazionale competitivo. Non più resilienza, ma lungimiranza. 

Fare squadra –  perché pensiamo che sia l’unico modo per crescere insieme, muovendosi su asset quali quello dell’esperienza, della competenza e del territorio.

da ogni crisi, nasce un’opportunità”, siamo alla ricerca di un modo nuovo che ci permetta di raggiungere gli obiettivi.

 


 

allarme ed attenzione . . . occorrono rimedi urgenti ! . . .

Attenzione la pandemia mondiale covid 19  ci ha portato all’ISOLAMENTO sociale.

   I sintomi sono molti e lo attribuiamo alla crisi – al covid 19 – a internet – ai politici – etc.

  Cresce la disaffezione all’unità, la nausea verso la scenario politico.

 Divisi tra servili o traditori. Il distinguo politico è, sono a favore del governo coloro che sono nel governo – sono contro il governo coloro che ne sono fuori.

  Cresce la popolarità di Papa Francesco.

 Decresce  il numero dei lettori di giornali e di telespettatori del Tg e la motivazione  principale è per non vedere le solite brutte notizie e le solite brutte risse.

 Cresce il numero di morosi, di imboscati, di penitenti, di renitenti alle cartelle fiscali, alle utenze, agli strozzini e cravattari.

 Cresce la nausea per le facce e le parole della crisi e della pandemia, per il mimetismo variabile delle Tasse e il ricalcolo quotidiano.

  Cresce la MAZZATA (covid19) per il dominio sulla terra.

La chiameremo STRUNZISMO perché si manifesta con la tendenza a mettere la testa  sotto la sabbia per non vedere, sentire e parlare, confrontarsi con rispetto uno dell’altro.

  Lo  “Struzzista”  Non protesta ma si sfila. Al massimo ti risponde non c’è speranza dobbiamo andare all’estero.

  Ficca la testa nella sabbia della sua privacy, dei giochini elettronici touchtablite, delle cuffie e delle ipocondrie personali siamo “Un Popolo Struzzato“.

 Una volta esisteva un tutt’altro Popolo!!

  Forse più bigotto, che credeva nella Chiesa, rispettoso e legato all’amicizia, ai propri simili, alla propria famiglia e agli anziani .

Dov’è  Finito  ? . . .

Dopo 580 publicazioni circa, dieci anni di sensibilizzazione, vari tentativi di fare squadra – sono arrivato alla determinazione che tutto ciò deve culminare nel trovare persone che vogliano portare tutte queste idee fin’ora divulgate – in una associazione che s’è n’è occuppi con personaggi a trazione integrale sociale direzionale nelle scelte e nel patrimonio culturale economico del territorio, affinchè gli associati possano unire le forze e rappresentarle presso le sedi preposte all’ascolto per la tutela del cittadino e suoi diritti doveri. L’associazione utilizza la forza degli associati e del territorio per ottenere diritti e doveri a favore del territorio e di chi vi abita.

Questa pandemia sta cambiando radicalmente la vita quotidiana di sempre più persone e di intere comunità e nazioni. Oltre alla crisi sanitaria mondiale, il coronavirus sta avendo anche un grave impatto economico su persone, piccole imprese e aziende del settore medico.

Fortunatamente, possiamo tutti fare qualcosa e insieme possiamo fare la differenza Vogliamo produrre cambiamenti positivi e consentire alle persone di aiutarsi tra loro con Finanziamento dal basso.

Diffondere la cultura del dono per la cultura socialee formare figure che possano occuparsi delle idee da portare avanti una priorità per non sprecare la disponibilità e sensibilità dimostrate dai cittadini e dalle imprese del territorio, un’organizzazione che sceglie la strada della raccolta fondi significa da un lato impegnarsi alla massima trasparenza e apertura nelle proprie modalità di gestione e uso delle risorse ricevute, e dall’altra accettare di mettersi in discussione, aprirsi al dialogo con chi dona, con le sue aspettative, con le sue motivazioni, fornendo una prova inconfutabile sull’operato, una realtà di fatto che apre la strada alla partecipazione di privati cittadini che desiderano essere protagonisti della conservazione, della valorizzazione e della promozione del proprio territorio e dei beni di proprietà pubblica, orientamento che non venga più percepito come scelta emergenziale ma inteso al pari di qualsiasi altra spesa per dotarsi di strumenti e professionalità specialistiche, ma che si possa vedere il fundraising non solo è come “competenza”, quanto piuttosto come meccanismo generativo di cambiamento (dal basso).

Condividere, in concreto, significa moltiplicare le energie e i benefici. Significa scegliere di far parte di una comunità, non solo per caso o per necessità, ma perché la si ama, la si cura, ci si preoccupa di rimetterla in piedi quando è caduta. Ci si fa carico dei bisogni e delle risorse come se fossero propri.

 Anzi: lo sono. Per questo pensiamo che non limitarsi a delegare ma amministrare in gruppo, in squadra, è più efficace e dura più a lungo.

Vogliamo continuare a essere al fianco di cittadini, Terzo settore e istituzioni che credono nella cura condivisa dei beni comuni come cura della nostra stessa democrazia. Un’associazione di promozione sociale e tutte le nostre attività sono senza scopo di lucro.

Perché una vera ricostruzione è possibile solo tornando a essere comunità.

Parla con amici e parenti, è il metodo più efficace per aiutarci a PARTIRE ! . . .

Lavorare alla diffusione di una cultura diversa, che faccia comprendere come la donazione non sia mai un fatto unilaterale, ma uno scambio sociale complesso che produce benefici non soltanto per chi riceve, ma soprattutto per chi dona, nella misura in cui questo dono ha un perché.

Donare serve più a chi dona nel momento in cui il dono diventa un’opportunità per riflettere sul modo in cui si vive, sulle scelte che si fanno, sulle ragioni che rendono la vita degna di essere vissuta.

La raccolta fondi è sicuramente un’attività che richiede un corpus di tecniche, conoscenze specialistiche, esperienza professionale; ma allo stesso tempo, è soprattutto il punto di arrivo di una catena di relazioni e interazioni sociali basata non tanto sul meccanismo della dazione, quanto sulla creazione di forme di scambio sociale complesse.

Al donatore non si chiede necessariamente denaro. In primo luogo, gli si chiede attenzione e partecipazione nei confronti di una causa socialmente meritoria; a questa causa si può contribuire in varie forme: sonando tempo, competenze professionali, legami relazionali, ma anche, in alcune circostanze, la propria credibilità personale.

Ecco quindi l’invito rivolto a tutti di guardare al vicino, senza aspettare provvidenze dall’alto, rimboccandosi semplicemente le maniche!

Fare squadra –  perché pensiamo che sia l’unico modo per crescere insieme, muovendosi su asset quali quello dell’esperienza, della competenza e del territorio.

da ogni crisi, nasce un’opportunità”, siamo alla ricerca di un modo nuovo che ci permetta di raggiungere gli obiettivi.

l progetti nascono dalle idee di affrontare problemi reali con iniziative attive ed atteggiamento positivo - proattivo - collaborativo.

 

 

 

il nostro comitato per . . . diritti e doveri . . . buone festività . . .

La Costituzione italiana riconosce ai cittadini una serie di diritti civili, diritti economico-sociali e diritti politici. I diritti civili vengono definiti ‘diritti di libertà‘ e si suddividono in libertà individuali (ad es., la libertà personale) e libertà collettive (ad es., libertà di associazione). I diritti economico-sociali comprendono la proprietà privata, il diritto al lavoro, il diritto all’istruzione, alla salute ecc. I diritti politici garantiti sono il diritto di elettorato attivo e passivo, il diritto di petizione, il diritto di accesso agli uffici pubblici.

 1. I doveri inderogabili. La Costituzione prevede una serie di doveri pubblici che lo Stato può vantare nei confronti dei singoli, affinché sia data concreta attuazione al principio di solidarietà sociale. Tali doveri vengono detti inderogabili poiché nessuno può essere esentato dalla loro osservanza, in quanto costituiscono il fondamento di una pacifica e costruttiva convivenza. In particolare la Costituzione impone ai cittadini i seguenti doveri:

a) il dovere del lavoro, nel senso di «svolgere, secondo le proprie possibilità e la propria scelta, un’attività o una funzione che concorra al progresso materiale o spirituale della società»

b) il dovere di difendere la patria e di prestare il servizio militare obbligatorio cost 52 (il legislatore, tuttavia, ha riconosciuto L 695 24/12/1974 il principio dell’obiezione di coscienza come espressione della libera esplicazione della propria personalità, consentendo agli obiettori di prestare un servizio sostitutivo civile);

c) il dovere di prestazioni patrimoniali (imposte) per concorrere alle spese pubbliche, in proporzione alla propria capacità contributiva cost 53. Per quanto concerne gli stranieri, l’obbligo di contribuire alle spese pubbliche è riferito a coloro che vivono o hanno un reddito prodotto in Italia;

 d) il dovere di fedeltà alla Repubblica e di osservare la Costituzione e le leggi cost 54; a quest’ultimo dovere sono tenuti anche gli stranieri e gli apolidi presenti nel territorio dello Stato.

Fare squadra –  perché pensiamo che sia l’unico modo per crescere insieme, muovendosi su asset quali quello dell’esperienza, della competenza e del territorio.

da ogni crisi, nasce un’opportunità”, siamo alla ricerca di un modo nuovo che ci permetta di raggiungere gli obiettivi.

l progetti nascono dalle idee di affrontare problemi reali con iniziative attive ed atteggiamento positivo - proattivo - collaborativo.

 

Organizzazione no profit  per l’evoluzione sociale:
LOTTIAMO PER LA SOPRAVVIVENZA NON PER LA LOTTA DI CLASSE ! . . .
Se sei interessato/a a far parte della squadra del COMITATO TRAZZERA MARINA  fine pagina trovi - lascia una risposta - scrivi i tuoi riferimenti - ti contatteremo.
– tel. mobile 347-4629179  e-mail : comitato@trazzeramarina.it