Ideali e azioni per la collettività

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Questo blog ha la funzione di portare all’attenzione di tutti coloro che vogliono spendersi per una Capo d’Orlando più libera, vivibile e all’insegna del pluralismo, fatti azioni e proposte concrete per far si che questa terra possa sfruttare al meglio tutte le potenzialità che una natura generosa gli ha riservato.

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PARTECIPAZIONE – CONSULTAZIONI PUBBLICHE – SU come . . . . . . . . .

Affrontare aree tematiche per raccoglie progetti e iniziative come il Federalismo Demaniale, Valore Paese – Cammini e Percorsi  e  attività di rigenerazione e riuso dei beni ed immobili pubblici. 

L’obiettivo è di aumentare il loro valore economico, sociale e culturale innescando processi virtuosi di sviluppo nel territorio.

RIGENERAZIONE - RIQUALIFICAZIONE - RIUSO

Essere di supporto agli Amministratori per tirare fuori percorsi amministrativi, finanziari e urbanistici capaci di ridisegnare il territorio arricchendolo di nuovi servizi e opportunità di crescita, con il coinvolgimento di investitori privati, imprenditori o associazioni i beni oggi abbandonati o non completamente utilizzati diventano contenitori di nuove realtà, funzionali al miglioramento della vita dei cittadini. Effettuare proposte progettuali concrete per realizzare strutture turistiche ricettive con aree verdi pubbliche e spazi per servizi. Mantenendo i giusti equilibri tra funzioni di natura pubblica e privata.

La valorizzazione del bene prevede una fase di consultazione pubblica per deciderne la destinazione d’uso. Trasformazione di vuoti urbani in risorsa per la collettività tramite consultazione pubblica.

Formare un gruppo di unità d’intenti è alquanto complesso, ma i benefici che se ne possono trarre ne fanno indubbiamente un’arma vincente.

Da soli non ci si salva !!  

  con il buonsenso possiamo costruire le condizione per condivisione e meritocrazia.

                 accelerare l’innovazione e sviluppare Il buon senso

Cerchiamo volontari per costruire un pezzo di mondo migliore, una piccola Comunità impegnata ad inventare nuovi modi di pensare, abitare e vivere

Abbiamo dei progetti ! da realizzare ! non vogliamo creare l’atmosfera simile a quella descritta da Gino Paoli in una sua canzone: eravamo quattro amici al bar che volevano cambiare il mondo !

Creare una squadra di persone curiose, creative ed intraprendenti che prima di tutto vogliono scoprire il mondo e fornire le migliori risposte ai problemi che incontrano.

CURIOSI - CREATIVI - INTRAPRENDENTIATTIVI NEL REALIZZARE

Dalle visioni alle strategie, dalle strategie ai progetti - alle realizzazioni.

Organizzazione – tel. mob. 347-4629179  e-mail : comitato@trazzeramarina.it

 

 

Creare contesti per imparare ad apprendere

L’uomo è un essere sociale. Senza interrelazioni con la società egli non può realizzare la sua unità con l’universo, né sopprimere il proprio egoismo. (M.K.Ghandi)

La ricerca educativa evidenzia che gli studenti apprendono in modo più profondo e lavorano meglio, sui compiti assegnati loro dagli insegnanti, se hanno l’opportunità di impegnarsi in attività che li obbligano ad utilizzare la conoscenza studiata per risolvere i problemi connessi a situazioni del mondo reale, in un contesto ti tipo cooperativo (Darling-Hammond, 2008).

I risultati positivi dell’apprendimento si registrano inoltre quando gli studenti, durante le attività in classe, partecipano a lezioni che richiedono di costruire e organizzare la conoscenza considerando continuamente delle alternative; quando gli studenti vengono coinvolti in ricerche dettagliate ed approfondite, nell’analisi e nella scrittura di report; quando viene chiesto loro di comunicare efficacemente i risultati ottenuti ad altri – i compagni di classe, quelli di altre classi o a esperti esterni – che possono valutare i loro lavori.

L’apprendimento cooperativo o cooperative learning – è una tra i più significativi metodi da utilizzare in tal senso: offre infatti architetture per attivare classi socialmente coese e stimolanti o contesti coinvolgenti, aiutando gli studenti a padroneggiare le competenze necessarie. Il cooperative learning rappresenta un metodo che, da una parte, è tra i più ampiamente indagati per gli effetti prodotti sull’apprendimento (Slavin, 2010; Johnson, 2009;

1. Il cooperative learning. Una breve definizione

Uno dei problemi che si pongono agli insegnanti è di organizzare la classe trasformandola in un contesto laboratoriale dove gli studenti si coinvolgono nel loro apprendimento. Contemporaneamente si pone il problema di come gestire la complessità delle relazioni che sono generate dalla vita della classe in una prospettiva orientata alla formazione dei profili competenti.

Occorre allora esplorare come possibilità, sperimentare o consolidare come pratica, forme di organizzazione e di gestione delle classi in grado di sostenere gli insegnanti nella loro azione più avanzata che permetta di ridurre il gap ricerca-applicazione. Soprattutto è necessario uno sforzo culturale per offrire alcune “impalcature” metodologiche che rendano sempre più intenzionale, responsabile e riflessiva la loro azione pedagogica, accompagnata da una costante riflessività individuale e di gruppo con gli insegnanti e capace di attivare un movimento a spirale di miglioramento e di’innovazione continua. Il metodo e le tecniche cooperative sono una prima proposta metodologica.

Formare un gruppo di unità d’intenti è alquanto complesso, ma i benefici che se ne possono trarre ne fanno indubbiamente un’arma vincente.

Da soli non ci si salva !!  

  con il buonsenso possiamo costruire le condizione per condivisione e meritocrazia.

                 accelerare l’innovazione e sviluppare Il buon senso

Cerchiamo volontari per costruire un pezzo di mondo migliore, una piccola Comunità impegnata ad inventare nuovi modi di pensare, abitare e vivere

Abbiamo dei progetti ! da realizzare ! non vogliamo creare l’atmosfera simile a quella descritta da Gino Paoli in una sua canzone: eravamo quattro amici al bar che volevano cambiare il mondo !

Creare una squadra di persone curiose, creative ed intraprendenti che prima di tutto vogliono scoprire il mondo e fornire le migliori risposte ai problemi che incontrano.

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Ecco ! come siamo ! !

Libero Pensiero: la casa degli italiani esuli in patria

Fonte : http://sergiodicorimodiglianji.blogspot.it/2014/09/italia-svegliati.html

 giovedì 25 settembre 2014

Italia, svegliati !

di Sergio Di Cori Modigliani

Qui di seguito propongo all’attenzione dei miei lettori un articolo di un cittadino, giornalista indipendente non schierato, che appartiene a quell’area laica, di tradizione socialista libertaria, che nel nostro paese, ahimè (anzi, ahinoi) non viene presa nella dovuta considerazione proprio in quanto tale, cioè democratica, aperta al dialogo tra componenti diverse, con la precisa scelta di sottrarsi a faziosità e atteggiamenti da tifosi, perchè si privilegia la competenza all’appartenenza. E’ un articolo appassionato che consente alcune riflessioni sulla natura della nostra etnia, sui nostri comportamenti, e di conseguenza sulle modalità attuali del dibattito politico. L’articolo è uscito sulla rivista “La Critica”.

 Buona lettura e buon 2018

Il cittadino giornalista in questione si chiama Gian Giacomo William Faillace

ITALIA,   SVEGLIATI ! Oggi rompere le catene non è tradimento ma atto di fedeltà alla Repubblica.

Pubblicato il 24 settembre 2014 da  in Costume e Società, Politica -
“L’uomo è nato libero ma ovunque è in catene”, con queste veritiere parole, il filosofo illuminista ginevrino Jean-Jacques Rousseau, apre “Il contratto sociale”, un saggio in cui, con semplicità, si teorizza come dagli albori della civiltà umana sia stato stipulato un primo patto sociale iniquo, poiché basato sulla forza e non sul diritto, quindi non veniva istituito uno Stato che, con le sue leggi, garantisse i diritti di ciascuno, l’unica legge vigente era quella del più forte. Successivamente, avviene un’evoluzione: gli uomini trovano una legittimazione giuridica della proprietà, sostituendo la forza con il diritto, ne consegue quindi la creazione dello Stato e della società civile entrambi costituiti esclusivamente dai Cittadini.
Da qui il cittadino, e quindi il Popolo, diventa sovrano e soggetto, sia attivo che passivo.
Fatto questo breve preambolo, è chiaro che nel nostro caso, nel caso dell’Italia, siamo tornati al primo patto sociale, quello basato sulla forza e le nostre catene sono le ambizioni personali, la superstizione, quella falsa cultura propinata da una classe docente asservita all’anti italianità e da una, sedicente, classe culturale ma soprattutto dal peggior nemico del Popolo italiano: lo Stato, non inteso come entità bensì come classe dirigente che, anzichè tutelare la sovranità del Popolo e della Patria, ambiscono a preservare quei privilegi personali a scapito dei cittadini, tradendo così gli ideali patriottici e la difesa della Repubblica democratica, trasformandola in un’oligarchia corrotta da potenze o entità straniere, che tendono a distruggerla. Eccola, la vera cospirazione! L’alto tradimento è nell’amministrazione delle finanze.
Essa poggia per intero su un sistema di innovazioni anti popolari, mascherate all’esterno dal patriottismo. Essa ha per scopo di fomentare l’aggiotaggio, di sconvolgere il credito pubblico disonorando l’Italia, di favorire i creditori di un fantomatico debito, di rovinare e di ridurre alla disperazione la classe media, di moltiplicare i malcontenti, di spogliare il popolo dei beni nazionali, e di condurci insensibilmente alla rovina della fortuna pubblica anche accogliendo migliaia di disperati che serviranno in futuro non solo a distruggere gli italiani come etnia, ma anche come arma di ricatto nei confronti dei lavoratori; un ricatto che avviene già oggi, quando imprenditori senza scrupoli offrono lavori precari e sottopagati e alle obiezioni del dipendente rispondono: ”S’è non ti va bene, sai quante persone posso trovare disposte a farlo anche per meno?” riducendo così al silenzio il dipendente e facendo prevalere non il diritto ma la legge del più forte a cui si accennava all’inizio. Ma a chi bisogna imputare questi mali? A noi stessi, alla nostra fiacca debolezza verso il crimine ed al nostro colpevole abbandono dei princìpi da noi stessi proclamati.
Come ricordava un unico grande statista, realmente incorruttibile ed illuminato, Robespierre: “Popolo, ricordati che se, nella Repubblica, la giustizia non regna con dominio assoluto e se quella parola non significa amore dell’uguaglianza e della patria, allora la libertà è solo un nome vano. Popolo, tu che sei temuto, adulato e disprezzato; tu, sovrano riconosciuto che sei trattato sempre come schiavo, ricordati che, ovunque la giustizia non regna, a regnare sono i vizi di coloro che ti governano; e che il popolo ha allora solo cambiato le sue catene, non i suoi destini.
Ricordati che esiste nel tuo seno una lega di furfanti che lotta contro la virtù pubblica; che ha più influenza di te sui tuoi affari, che ti teme e ti adula quando sei in massa, ma ti proscrive individualmente nella persona di tutti i buoni cittadini.
Ricordati che, lungi dal sacrificare questo pugno di furfanti al tuo bene, i tuoi nemici vogliono sacrificare te a quel pugno di furfanti, che sono gli autori di tutti i nostri mali e i soli ostacoli alla pubblica prosperità.
Sappi che ogni uomo che si alzerà a difendere la causa e la morale pubblica sarà schiacciato dagli insulti e proscritto dai furfanti. Sappi che ogni amico della libertà sarà sempre posto in mezzo tra un dovere ed una calunnia; e che chi non potrà essere accusato di tradimento sarà accusato di ambizione; che l’influenza della probità e dei princìpi sarà posta a confronto con la forza della tirannia e con la violenza delle fazioni; che la tua fiducia e la tua stima saranno titoli di proscrizione per i tuoi amici; che il grido del patriottismo oppresso sarà chiamato grido di sedizione, e che, non osando attaccarti in massa, ti si proscriverà in privato nella persona di tutti i buoni cittadini, finché gli ambiziosi non avranno organizzato la loro tirannia. Tale è infatti il dominio dei tiranni contro di noi, tale è l’influenza della loro lega con tutti gli uomini corrotti, sempre pronti a servirli. Così dunque, gli scellerati ci impongono la legge di tradire il popolo, a pena di essere chiamati traditori. Diremo che tutto va bene? Continueremo a lodare per abitudine o per pratica ciò che è male? Ma facendo così rovineremo la patria e con essa noi stessi ed il futuro dei nostri figli.”
Oggi essere nazionalisti non vuol dire essere fascisti, voler il bene dei propri connazionali non è sinonimo di razzismo. Non fatevi ingannare da queste parole “fascista” e “razzista” usate solo per ferire l’orgoglio di chi vuole giustizia, una reale giustizia sociale. Non abbiate paura di queste parole che servono solo a zittirvi ed a rendervi schiavi dei loro piani criminosi contro la vostra Patria, contro voi stessi, contro i vostri figli e nipoti. Agite! Agite denunciando, agite informandovi sui vostri reali diritti, agite facendo valere i vostri diritti, manifestando pacificamente ma con risolutezza anche dinnanzi alle più piccole sezioni di partito quando esse sono riunite, scrivete lettere ai giornali, rendetevi realmente partecipi della Cosa Pubblica perché è vostra, è nostra, e non del PD o di SEL o di qualche invasato islamico.
Volete che le cose cambino realmente o solo a parole? Ecco, con quest’articolo ho risposto alla domanda di un mio amico che mi chiedeva come fare: ho dato qualche spunto? Ma ahimè un’altra mia cara amica oggi mi ricordava le parole del Macchiavelli:” Provare a liberare un popolo che vuole rimanere servile è difficile e pericoloso quanto provare a schiavizzare un popolo che vuole rimanere libero
Fonte :Gian Giacomo William Faillace

Le nostre attenzioni sono rivolte ai giovani - per agire prima che insorgano determinati problemi che ostacolano lo sviluppo delle capacità umane fondamentali, intervenendo per impedire quelle situazioni che ostacolano la realizzazione piena degli individui, all’interno di un quadro in cui valori centrali siano la libertà, l’uguaglianza, pari opportunità, dignità umana, competenza e meritocrazia.

Formare un gruppo di unità d’intenti è alquanto complesso, ma i benefici che se ne possono trarre ne fanno indubbiamente un’arma vincente.

Da soli non ci si salva !!  

  con il buonsenso possiamo costruire le condizione per condivisione e meritocrazia.

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Cerchiamo volontari per costruire un pezzo di mondo migliore, una piccola Comunità impegnata ad inventare nuovi modi di pensare, abitare e vivere

Abbiamo dei progetti ! da realizzare ! non vogliamo creare l’atmosfera simile a quella descritta da Gino Paoli in una sua canzone: eravamo quattro amici al bar che volevano cambiare il mondo !

Creare una squadra di persone curiose, creative ed intraprendenti che prima di tutto vogliono scoprire il mondo e fornire le migliori risposte ai problemi che incontrano.

CURIOSI - CREATIVI - INTRAPRENDENTIATTIVI NEL REALIZZARE

Dalle visioni alle strategie, dalle strategie ai progetti - alle realizzazioni.

Organizzazione – tel. mob. 347-4629179  e-mail : comitato@trazzeramarina.it

educare per competere ! !

Vorremmo iniziare attività di dialogo – confronto - formazione ed educazione. Producendo format formativi in settori molto diversi dopo aver effettuato analisi e ricerca di ciò che serve. Contattare una rete di docenti, esperti e professionisti con conoscenze e competenze per essere istruiti sulle tecniche più aggiornate per affrontare le situazioni attuali.

Non siamo solo interessati a trasferire sapere, ma ci interessa che i nostri partner imparino a riconoscere e risolvere problemi complessi, e siano soprattutto motivati e allineati alla strategia della loro e nostra organizzazione.

Costruire coalizioni strategiche per il raggiungimento degli obiettivi dei partner.

Anticipare e comprendere gli eventi economici e politici a livello globale e locale per elaborare le strategie migliori.

  • Analisi del rischio. Prevenire i potenziali rischi derivanti dalle continue evoluzioni degli scenari politici ed economici.
  • Data Analysis. Raccogliere ed interpretare grandi quantità di dati per predire i fenomeni economici, sociali e il mercato di riferimento, predisponendo le risposte strategicamente più efficaci.
  • Elaborazione di studi, ricerche. Comprendere e quantificare le trasformazioni sociali e il progresso tecnologico individuando le strategie e le policy più efficaci.
  • Strategia. Sostenere i partner nel prendere decisioni migliori e nell’elaborare la strategia più efficace per concorrere nel mercato politico ed economico.
    • Media relations e Ufficio Stampa. In collaborazione con i migliori uffici stampa nazionali e internazionali per posizionarsi efficacemente a livello mediatico.
    • Social media. Promuovere campagne social di influenza dal basso e divulgare i messaggi in rete.
    • Fundraising. In collaborazione con le migliori società di fundraising e marketing politico per raccogliere e fidelizzare il consenso e il finanziamento delle iniziative. Organizzare iniziative ad alti standard etici e di sostenibilità. Creare contenuti, testi e materiale grafico per raggiungere il pubblico di riferimento.

VISION

Creare un laboratorio di esperti che aiutino imprese, associazioni ed enti pubblici e privati a posizionarsi a livello internazionale ed istituzionale attraverso attività di intelligence e analisi, comunicazione istituzionale, pubblici affari dal basso. Raggiungere il pubblico di riferimento dal basso, sollecitando l’opinione e i decisori pubblici per aumentare il consenso su temi specifici.

Reattività e velocità

Lo scenario economico cambia rapidamente. Vogliamo operare rapidamente e in modo proattivo per raggiungere risultati misurabili nel più breve tempo possibile.

Il fenomeno conosciuto come Big Data, che sta coinvolgendo i più diversi settori: dal tecnologico, all’economico a quello sociale.

Organizzazioni – grandi e piccole – iniziano a comprendere concretamente come i Big Data possano essere utili per il loro business, e non solo !!!!!

La disponibilità di nuove informazioni e nuovi metodi di analisi, consentirà alle aziende di migliorare e/o innovare i loro prodotti o servizi, comprendere meglio i propri clienti e individuare nuove linee di business: in estrema sintesi, di essere più competitive.

Nonostante tutto questo è interessante fare una riflessione sul reale stato dell’arte dei Big Data – soprattutto in Italia.

Nonostante il notevole interesse dimostrato verso i Big Data da parte delle organizzazioni, che ne percepiscono le potenzialità, sembra che l’Italia sia ancora in una fase di stallo.

Questo tipo di competenze (analisi dati e tecnologiche) spesso non è presente nelle aziende o nelle organizzazioni: comincia così a crescere una domanda di nuove professionalità alla quale le università stanno cercando di rispondere proponendo nuovi corsi di laure

Le nostre attenzioni sono rivolte ai giovani - per agire prima che insorgano determinati problemi che ostacolano lo sviluppo delle capacità umane fondamentali, intervenendo per impedire quelle situazioni che ostacolano la realizzazione piena degli individui, all’interno di un quadro in cui valori centrali siano la libertà, l’uguaglianza, pari opportunità, dignità umana, competenza e meritocrazia.

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formazione autentica – non solo certificata !

L’uomo vive di un’esistenza autenticamente umana grazie alla cultura. E’ mediante la cultura che l’uomo diventa più uomo, accede più intensamente all’ ‘essere’ che gli è proprio. E’ chiaro, peraltro, all’occhio del saggio che l’uomo conta come uomo per ciò che è più che per ciò che ha. Il valore umano della persona è in diretta ed essenziale relazione con l’essere, non con l’avere. Proprio per questo una Nazione sollecita del proprio futuro favorisce lo sviluppo della scuola in un sano clima di libertà, e non lesina gli sforzi per migliorarne la qualità, in stretta connessione con le famiglie e con tutte le componenti sociali, così come del resto avviene nella maggior parte dei Paesi europei.

Non meno importante, per la formazione della persona, è poi il clima morale che predomina nei rapporti sociali e che attualmente trova una massiccia e condizionante espressione nei mezzi di comunicazione: è questa una sfida che chiama in causa ogni persona e famiglia, ma che interpella a titolo peculiare chi ha maggiori responsabilità politiche e il carattere realmente umanistico di un corpo sociale si manifesta particolarmente nell’attenzione che esso riesce ad esprimere verso le sue membra più deboli.

Guardando al cammino percorso dall’Italia in questi quasi sessant’anni dalle rovine della seconda guerra mondiale, non si possono non ammirare gli ingenti progressi compiuti verso una società nella quale siano assicurate a tutti accettabili condizioni di vita.

Ma è altrettanto inevitabile riconoscere la tuttora grave crisi dell’occupazione soprattutto giovanile e le molte povertà, miserie ed emarginazioni, antiche e nuove, che affliggono numerose persone e famiglie italiane o immigrate in questo Paese.

Le proposte sono rivolte ai giovani - per agire prima che insorgano determinati problemi che ostacolano lo sviluppo delle capacità umane fondamentali, intervenendo per impedire quelle situazioni che ostacolano la realizzazione piena degli individui, all’interno di un quadro in cui valori centrali siano la libertà, l’uguaglianza, pari opportunità, dignità umana, competenza e meritocrazia.

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passare da benessere di categoria o appartenenza – a benessere diffuso

Benessere organizzativo” non è altro che la misurazione di un insieme di elementi che descrivono il “clima organizzativo ovvero l’atmosfera prevalente che circonda l’organizzazione, il livello morale e l’intensità dell’insieme dei sentimenti di appartenenza e di affezione e buona volontà che si riscontra nell’organizzazione nella quale si interagisce e costituisce una “fonte di ascolto” opportunità di espandere una cultura dell’ascolto, intesa come strumento volto a mettere in luce la reale esigenza dei singoli e fornire concreti momenti di partecipazione  in un contesto improntato al benessere  -  la cultura dell’ascolto rappresenta un elemento imprescindibile per garantire un miglior apporto sia in termini di affezione al lavoro che di crescita sociale.

Questo è l’ambiente che il Comitato Trazzera Marina vuole instaurare -  siamo per la valorizzazione del benessere di chi lavora con impegno e capacità e contro le discriminazioni di ogni genere e grado.

 L’Italia è considerata meta di benessere economico da coloro che migrano dai loro paesi per sfuggire alla povertà e per cercare migliori condizioni di vita. La trasformazione della nostra società in realtà multietnica genera molte resistenze. Vivere, lavorare e stare a contatto con diverse etnie è difficile. Molto spesso il fenomeno dell’immigrazione è un tema associato a quello della delinquenza e della criminalità. Persone dunque che credevano in tanti ideali come la possibilità di una società multirazziale, nell’integrazione fra popoli e culture, si ritrovano ad avere paura.

Dalla paura e dalla diffidenza scaturisce anche una perdita di tutti quei valori in cui bisogna credere. Negli ultimi tempi si parla spesso e con ragione di perdita dei valori, di spirito nichilistico e aumento dell’intolleranza verso la diversità.

Il nostro intento è quello di rimettere la solidarietà al centro della società e della politica, del rapporto tra cittadini ed istituzioni, tra popoli e culture. La solidarietà da non confondere con l’assistenzialismo - è quella che in una comunità garantisce la promozione dell’uguaglianza e della giustizia, della partecipazione democratica dei cittadini e dei popoli, nel rispetto dei diritti e dei doveri di ciascuno.

Solidarietà è rifiuto dell’indifferenza, della passività, dell’isolamento, dell’egoismo. Non c’è solidarietà senza giustizia, riconoscimento dei diritti, eguaglianza, pace.

Non c’è solidarietà senza impegno reciprogo costante rivolto alla trasformazione sociale ed economica, allo sviluppo e crescita dato dal lavoro collettivo. Il miraggio di una vita migliore ha fatto si che lavoratori stranieri migrassero con la speranza di un lavoro e di un benessere economico.

A tutto si aggiunge la grande differenza di chi vive un discreto benessere e che tutti i giorni lotta per non oltrepassare la soglia della povertà, e chi invece dentro la povertà ci sta da tempo e non intravede nulla di nuovo per il futuro.

Il nostro paese vive un imbarazzante differenza tra nord e sud che invece di diminuire, aumenta. Negli ultimi venti anni le disuguaglianze della nostra società è aumentata in maniera smisurata. La ricchezza prodotta non è distribuita in modo equo contribuisce ad ingigantire il divario già esistente. Questo divario economico e sociale deve ridursi, per far si che ogni individuo, indipendentemente dalla sua fascia sociale e dalla sua provenienza debba essere considerato alla pari degli uomini ricchi - solo così una società civile democratica può progredire nello sviluppo.

Le proposte sono rivolte ai giovani - per agire prima che insorgano determinati problemi che ostacolano lo sviluppo delle capacità umane fondamentali, intervenendo per impedire quelle situazioni che ostacolano la realizzazione piena degli individui, all’interno di un quadro in cui valori centrali siano la libertà, l’uguaglianza, pari opportunità, dignità umana, competenza e meritocrazia.

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concetto di aiuto sociale diffuso

Riuscendo a fare squadra ! sul Comitato potete contare in un solido partner sempre al vostro fianco - capace di offrire opportunità di lavoro e carriera a livello mondiale.

Insieme troveremo quel supporto che cercate da sempre - per espandere il sapere e la  crescita personale - senza dimenticare che la vita al di fuori del mondo del lavoroè stimolante quanto il lavoro stesso.
Durante la nostra e vostra crescita professionale, possiamo fare affidamento sul nostro impegno volto a sostenere il miglioramento delle competenze e l’allargamento delle esperienze.
Siamo predisposti ad identificare tempestivamente il potenziale del singolo nel gruppo. In tal modo possiamo sostenere costantemente la crescita professionale.
Offrendo numerose possibilità di formazione e sviluppo, programmi per lo sviluppo delle conoscenze, competenze specifiche e aziendali, attitudini alla leadership, e tecniche gestionali.
Grazie a diversi programmi e opportunità, aiuteremo a scoprire i vostri punti forti ed il vostro potenziale.

Unitevi a noi sulla strada del successo!

Le proposte sono rivolte ai giovani - per agire prima che insorgano determinati problemi che ostacolano lo sviluppo delle capacità umane fondamentali, intervenendo per impedire quelle situazioni che ostacolano la realizzazione piena degli individui, all’interno di un quadro in cui valori centrali siano la libertà, l’uguaglianza, pari opportunità, dignità umana, competenza e meritocrazia.

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Una società che dà i numeri !

Siamo gli attori diretti e, in quanto tali, contribuiamo al nascere e morire di equilibri-squilibri che si articolano in questo mondo.

Un Comitato spontaneo nato non solo per informare, ma soprattutto per stimolare la conoscenza la consapevolezza e lavoro di squadra. Riflettendo sull’intelligenza artificiale, che in qualche modo ci organizza e ci controlla attraverso un’abile applicazione della matematica all’informatica, ormai diventata il nostro “pane quotidiano”. Si parla tanto dei cosiddetti “algoritmi”.

Come e quando è nato l’algoritmo? E come si è adattato, o addirittura specializzato, alla definizione della nostra esistenza? È diventato il nucleo centrale di qualsiasi applicazione informatica, cervello elettronico o apparecchio di calcolo intelligente che sia.

Tutt’ora non disponiamo di una definizione di tale concetto che sia formale e non tecnica, accontentandosi dunque dell’idea intuitiva di algoritmo come: “una sequenza ordinata e finita di passi (operazioni o istruzioni) elementari che conduce a un ben determinato risultato in un tempo finito”.

Dal bene comune al clima, dall’energia al giornalismo, dai rifiuti alle emergenze ambientali sono tante le loro applicazioni. Capire il cambiamento, raccontare le novità, prospettare nuovi scenari lavorativi, analizzare le professioni del presente e dell’immediato futuro, formare i professionisti dell’informazione del domani. Per scoprire tutto sugli algoritmi, la loro storia, le prime applicazioni e quelle odierne, quali sono quelli “buoni” e quali quelli “cattivi”, oltre che le implicazioni sociologiche del loro uso: tutto questo e molto altro sono gli obbiettivi del Comitato spontaneo.

Formare un gruppo di unità d’intenti è alquanto complesso, ma i benefici che se ne possono trarre ne fanno indubbiamente un’arma vincente.

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il più grande nemico dell’innovazione sociale.

Oggi la politica ci mette del suo e prova a disgregare la società - anziché aiutare a rigenerare le comunità. Se non è la politica che lascia spazio ! è la comunità che deve prenderselo: La comunità nasce dove lo Stato si ritrae. E lì, nel suo autodeterminarsi, si fa politica. Perché genera domanda di beni nuovi, diversi.  Noi dobbiamo avere voglia di beni pubblici, per cambiare le cose.

Spesso ci si irrigidisce su una posizione, ci si fissa su una scelta che si vuole effettuare, ma che spesso non è realistica, non è libera perché frutto di condizionamento o mode transitorie, sarebbe opportuno cambiarla !  la mente tenderà a preservarla ! quindi anche se ci si espone a informazioni che ne discutono l’attendibilità, che evidenziano come sia inopportuna, la mente si irrigidisce ulteriormente, si oppone cercando argomentazioni a proprio sostegno.

È più facile che si compia una scelta ottimale, che si agisca con equilibrio, se si parte da una posizione di neutralità piuttosto che da una posizione già molto marcata, sia in senso negativo che positivo.

Frasi....un verdadero viaje no consiste en buscar nuevos paisajes, sino en tener nuevos ojos

Dato che le regioni dell’UE fanno oggi più che mai parte di un mondo globalizzato, dovranno affrontare la futura sfida di riuscire a concorrere a livello globale con altre potenze economiche più avanzate ed emergenti. Di conseguenza, devono determinare in che modo diventare più resilienti e concorrenziali per mezzo di azioni concrete a livello europeo, nazionale e locale, garantendo al contempo la condivisione dei benefici apportati dalla globalizzazione.

Molte regioni europee si trovano in una buona posizione per sfruttare le opportunità offerte dalla globalizzazioneIl documento di riflessione sulla globalizzazione della Commissione ha sottolineato l’ampliamento del divario in fatto di competitività e innovazione tra alcune regioni avanzate dell’UE e altre più deboli.

In Europa meridionale, centrale o orientale, infatti, esistono ancora regioni vulnerabili. L’innovazione è riconosciuta come uno dei principali motori economici per stimolare l’occupazione. L’individuazione del potenziale innovativo di queste regioni e la focalizzazione sul consolidamento dei loro punti di forza locali, sulla riduzione del divario di sviluppo e sull’impulso alla competitività possono contribuire al rafforzamento della resilienza alla globalizzazione.

Formare un gruppo di unità d’intenti è alquanto complesso, ma i benefici che se ne possono trarre ne fanno indubbiamente un’arma vincente.

Da soli non ci si salva !!  

  con il buonsenso possiamo costruire le condizione per condivisione e meritocrazia.

                 accelerare l’innovazione e sviluppare Il buon senso

Cerchiamo volontari per costruire un pezzo di mondo migliore, una piccola Comunità impegnata ad inventare nuovi modi di pensare, abitare e vivere

Abbiamo dei progetti ! non vogliamo creare l’atmosfera simile a quella descritta da Gino Paoli in una sua canzone: eravamo quattro amici al bar che volevano cambiare il mondo !

CURIOSI - CREATIVI - INTRAPRENDENTIATTIVI

Dalle visioni alle strategie, dalle strategie ai progetti - alle realizzazioni.

Organizzazione – tel. mob. 347-4629179  e-mail : comitato@trazzeramarina.it

 

competere – analisi e momenti di discussione – affrontiamoli ora !

Vogliamo insieme dare una visione al futuro, un metodo per affrontarlo, elaborare idee e proposte per aumentare le libertà e la prosperità dei cittadini.

 Cosa sta succedendo e quali le risposte alle trasformazioni economiche e sociali in atto?

In un mondo globalizzato e digitalizzato dove uomini e oggetti sono perpetuamente connessi tra di loro, sembriamo incapaci di fornire un’analisi dei fatti e di conseguenza risposte adeguate ai bisogni dei cittadini. Vogliamo provare a fornire una nuova prospettiva, una cornice metodologica che ci consenta di comprendere i fenomeni e di produrre risposte efficaci per migliorare la convivenza dei cittadini.

Organizzare momenti di discussione con esperti il cui obiettivo è quello di creare un ecosistema che favorisce l’innovazione e la libera iniziativa. Riconoscere i problemi, osservare i fenomeni, interpretarli per elaborare soluzioni ed alternative efficaci e misurabili. Questo è il nostro intento, le soluzioni che vogliamo raggiungere devono essere sempre originali, per trovarci nella condizione di anticipare la competizione, stupire il mercato e soprattutto determinare il cambiamenti.

Allenarsi per il Futuro.

Idee e Strumenti per il Lavoro che Verrà

Che lavoro faranno i nostri figli ? Non lo sappiamo perché quel lavoro non è stato ancora inventato. Certamente è urgente ripensare i modelli didattici e formativi in funzione delle profonde trasformazioni del mercato del lavoro. Come sarà la Scuola del futuro?

Questa è la domanda a cui dare una risposta urgente.

Le occupazioni di domani, nascono da un’analisi attenta ed efficace delle radicali trasformazioni del mercato del lavoro, ipotizzando le competenze di oggi e di domani,  che la scuola non sembra ancora aver colto, né tanto meno essere in grado di fornire.

Dobbiamo dunque lavorare ad un cambiamento forte ed impellente anche in merito ai modelli didattici e pedagogici, troppo obsoleti rispetto alle richieste stringenti del mercato.

Essere CURIOSI - CREATIVI - INTRAPRENDENTI: sono queste le tre principali attitudini attorno alle quali deve essere strutturata l’attività d’insegnamento, in un contesto nel quale il sapere è facilmente accessibile e condivisibile attraverso la rete e le tecnologie.

La scuola, insomma, deve necessariamente cambiare e diventare smart, ovverosia racchiudere in sé un mix di qualità molto più che apprezzabili: indispensabili. Devono cambiare le classi – quelle di oggi, frontali, sono obsolete – che devono aprirsi e trasformarsi in laboratori di sperimentazione e collaborazione. Anche il ruolo dell’insegnante deve essere ripensato: da tramite attraverso il quale apprendere a coordinatore a quello di guida e motivatore.

La scuola con la S maiuscola deve essere il luogo dove scoprire e provare a risolvere problemi, dove sbagliare e imparare a rialzarsi. Deve tornare a essere una palestra dove poter giocare e allenarsi. Perché è proprio lì, nella nuova scuola, che si inventano le professioni del futuro.

Allenarsi per il Futuro, proponendo la “classe intelligentela classe aperta”, riesce ad andare oltre il tradizionale dibattito attorno alla riforma della scuola, incentrata sull’organizzazione del lavoro e sulla pianificazione dei programmi, che tra l’altro negli anni ha prodotto risultati molto scarsi, per offrire invece un nuovo paradigma didattico e pedagogico, capace di rimettere al centro di tutto lo studente di ogni ordine e grado. Perché una cosa è certa: la scuola non può più essere un’istituzione separata dal resto della società, ed in particolare dal mercato del lavoro, ma oggi più che mai deve essere integrata come spazio dove allenare costantemente curiosità, creatività e intraprendenza, oltre che apprendere nuove conoscenze ed esperienze. Si tratta di saper accogliere le naturali dinamiche dell’evoluzione come avviene nel gioco dove chiunque può qualificarsi e riqualificarsi in funzione delle opportunità o delle esigenze del mercato del lavoro.

Industria 4.0 non è un oggetto da creare, ma un processo attraverso il quale le imprese ripensano e digitalizzano i loro processi produttivi. Il modo con cui saranno affrontate la strategia industriale e le policy di sviluppo determineranno il ruolo che il nostro paese giocherà a livello internazionale.

Formare un gruppo di unità d’intenti è alquanto complesso, ma i benefici che se ne possono trarre ne fanno indubbiamente un’arma vincente.

Da soli non ci si salva !!  

  con il buonsenso possiamo costruire le condizione per condivisione e meritocrazia.

                 accelerare l’innovazione e sviluppare Il buon senso

Cerchiamo volontari per costruire un pezzo di mondo migliore, una piccola Comunità impegnata ad inventare nuovi modi di pensare, abitare e vivere

Abbiamo dei progetti ! non vogliamo creare l’atmosfera simile a quella descritta da Gino Paoli in una sua canzone: eravamo quattro amici al bar che volevano cambiare il mondo !

CURIOSI - CREATIVI - INTRAPRENDENTIATTIVI

Dalle visioni alle strategie, dalle strategie ai progetti - alle realizzazioni.

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