Ideali e azioni per la collettività

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Questo blog ha la funzione di portare all’attenzione di tutti coloro che vogliono spendersi per una Capo d’Orlando più libera, vivibile e all’insegna del pluralismo, fatti azioni e proposte concrete per far si che questa terra possa sfruttare al meglio tutte le potenzialità che una natura generosa gli ha riservato.

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Quale ruolo può avere il nostro Laboratorio spontaneo in questa situazione di emergenza?

La prima cosa che ci auguriamo è quella di trovarvi in salute, così come le persone a voi cari e tutti i collaboratori.

Con questa domanda ci rimettiamo a voi per condividere la nostra visione e ricordarvi che siamo qua solo grazie alla nostra determinazione e resilienza.

Ce lo siamo chiesti più volte in queste settimane, ritenendo che la cosa più utile sia continuare a fare la nostra opera di sensibilizzazione alla promozione sociale è provare ha spronarvi ad una collaborazione più proattiva per trovare alternative alle conseguenze che sta generando il Coronavirus sulle nostre comunità e sul sistema di welfare del Paese. Ma anche mettendo in luce le tante iniziative positive che si stanno sviluppando per affrontarlo. 

Nel blog trovate tutti i contenuti divulgati sinora, sperando che possano essere di vostro interesse, in questi giorni in cui, per il bene di tutti, ci è chiesto di stare a casa - date un’occhiata per trovare un’idea di collaborazione attiva da portare avanti.

Per collaborare facilmente su tutti gli argomenti inviati abbiamo creato alla fine di ogni articolo uno spazio per permetterVi il contatto web.

Uniamoci per tutelarci. Non abbiamo chiesto mai quote d’iscrizioni né le chiederemo, siamo per collaborazione attiva “no profit allo stato puro“.

L’Italia ha bisogno di cittadini attivi, responsabili e solidali.
Da soli non ci si salva !!     

Ogni scelta modella la nostra vita.

Diventiamo consapevoli delle nostre scelte.

con il buonsenso possiamo costruire le condizione per condivisione e meritocrazia.      

           accelerare l’innovazione e sviluppare Il buon senso

Cerchiamo volonterosi per costruire un pezzo di mondo migliore, una piccola Comunità impegnata ad inventare nuovi modi di pensare, abitare e vivere, aprirsi al lavoro produttivo.

Abbiamo idee e progetti ! da proporre !  Aiutiamoci a farli partire !

Creare una squadra di persone curiose, creative ed intraprendenti che prima di tutto vogliono scoprire il mondo e fornire le migliori risposte ai problemi che incontrano.

CURIOSI - CREATIVI - INTRAPRENDENTIATTIVI NEL REALIZZARE

Dalle visioni alle strategie, dalle strategie ai progetti - alle realizzazioni.

Organizzazione no profit  per l’evoluzione sociale:

– tel. mobile 347-4629179  e-mail : comitato@trazzeramarina.it

 

 

 

 

a tutti coloro che ci seguono . . . e vogliono . . .

Difronte alla complessa situazione sanitaria nella quale tutti ci troviamo, la prima cosa che ci auguriamo è quella di trovarvi in salute, così come le persone a voi cari e tutti i collaboratori.

Con questa comunicazione ci rivolgiamo a voi per condividere la nostra visione e ricordarvi che siamo qua solo grazie alla nostra determinazione e resilienza.

Non dimentichiamo però il forte senso appartenenza e di responsabilità che ci ha sempre contraddistinto.

Responsabilità che dobbiamo dimostrare come cittadini, per fronteggiare la veloce diffusione del Covid-19 e per tornare quanto prima alla normalità.

Responsabilità che dobbiamo dimostrare anche come cittadini Imprenditori, artigiani-lavoratori-professionisti etc..

Il nostro input è quello di non venire meno ai nostri impegni e continuare il nostro lavoro di promotori sociali per tenere attivo il tessuto sociale, evitando davanti a questi ostacoli che sembrano insormontabili, un effetto domino che potrebbe essere dannoso per tutti.

La nostra speranza è quella di vedere presto attuate delle iniziative consistenti per supportare finanziariamente il tessuto sociale tutto senza ordini di esclusione in modo da riprendere la nostra sopravvivenza è farci superare rapidamente questo difficile momento.

A tal proposito, ricordiamoo che preferiamo comunicare tramite messaggi che potete lasciare direttamente in fondo all’articolo letto Lascia una risoposta oppure tramite telefono o e-mail oppure wotzap - preferiamo questo tipo contatto e non fecebook per motivi tempistici e tecnici. Grazie a tutti coloro che collaboreranno.

La nostra funzione, contribuire all’ottimizzazione del rapporto sociale della condivisione e al miglioramento della cittadinanza attiva ed efficienza nei risultati,  cerchiamo garanzie per un ambiente sociale caratterizzato dal rispetto reciproco dei principi di parità e pari opportunità, di benessere organizzativo, contrastiamo qualsiasi forma di discriminazione e di violenza morale o psichica.

Il nostro obiettivo di responsabilizzare ed educare cittadini a scegliere forme di comunicazione non ostile. Promuove i valori espressi nella comunicazione non ostile. Organizzare iniziative di sensibilizzazione e formazione. Ci rivolgiamo a tutti i cittadini consapevoli del fatto che “virtuale o reale”, l’ostilità ha conseguenze concrete, gravi e permanenti nella vita delle persone.

Uniamoci per tutelarci. Non abbiamo chiesto mai quote d’iscrizioni né le chiederemo, siamo per collaborazione attiva “no profit allo stato puro“.

L’Italia ha bisogno di cittadini attivi, responsabili e solidali.
Da soli non ci si salva !!     

Ogni scelta modella la nostra vita.

Diventiamo consapevoli delle nostre scelte.

con il buonsenso possiamo costruire le condizione per condivisione e meritocrazia.      

           accelerare l’innovazione e sviluppare Il buon senso

Cerchiamo volonterosi per costruire un pezzo di mondo migliore, una piccola Comunità impegnata ad inventare nuovi modi di pensare, abitare e vivere, aprirsi al lavoro produttivo.

Abbiamo idee e progetti ! da proporre !  Aiutiamoci a farli partire !

Creare una squadra di persone curiose, creative ed intraprendenti che prima di tutto vogliono scoprire il mondo e fornire le migliori risposte ai problemi che incontrano.

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per la salute bene comune . . .

Fonte : Beni comuni e amministrazione condivisa Il punto di Labsus

Un Patto con la Repubblica, per la salute bene comune

Essere protagonisti, insieme con le istituzioni, di un’alleanza per l’interesse generale, tutelando con i nostri comportamenti individuali quel fondamentale bene comune che è la salute
17 Marzo 2020
repubblica

La pandemia, che tante cose cambierà nelle nostre vite, ha già cambiato anche il modo con cui “La Repubblica tutela la salute come fondamentale diritto dell’individuo e interesse della collettività” (art. 32, Costituzione) inducendo le istituzioni ad affiancare, sia pure inconsapevolmente, l’amministrazione condivisa dei beni comuni al modello di amministrazione tradizionale.
Da un lato, infatti, la Repubblica sta tutelando la salute degli italiani secondo il modello tradizionale di intervento, cioè attraverso il Sistema sanitario nazionale in cui operano con grande abnegazione i nostri bravissimi operatori sanitari.
Dall’altro, però, la Repubblica si è resa conto che questa pandemia pone un “problema di sistema”, cioè un problema che non può essere risolto dai soggetti pubblici da soli e quindi ha chiesto l’aiuto di noi cittadini per rallentare e poi fermare la diffusione del virus. Ma lo ha chiesto sulla base dello scambio primordiale “obbedienza” (dei cittadini) in cambio di “protezione” (da parte dello Stato), non sulla base di un patto di collaborazione fra cittadini e istituzioni, alleati contro il comune nemico rappresentato dal virus.

Un “problema di sistema”

E invece il blocco totale del nostro Paese disposto per fermare la diffusione del Covid-19 potrebbe costituire un incredibile esempio dell’utilizzazione su scala nazionale del modello dell’amministrazione condivisa.
Abbiamo sempre detto che il vero motivo per cui è necessario affiancare il modello dell’amministrazione condivisa a quello tradizionale non è l’inefficienza, reale o presunta, delle pubbliche amministrazioni bensì è la crescita dell’entropia, intesa come aumento del disordine dei sistemi che presiedono alle nostre vite. E’ infatti l’entropia che provoca i “problemi di sistema”, quei problemi che nessun soggetto pubblico o privato è in grado di affrontare e risolvere da solo, come il cambiamento climatico, le grandi migrazioni oppure, appunto, le pandemie.

Dare un significato alto e nobile

La pandemia pone un “problema di sistema” perché è evidente che i soggetti pubblici, in questo caso le ASL ed il Sistema sanitario nazionale, non sono in grado di combatterla da soli ma hanno assoluto bisogno della collaborazione dei cittadini.
Questa collaborazione, però, darà risultati diversi e sarà più o meno efficace nella comune battaglia contro il virus a seconda di come le istituzioni si rivolgono ai cittadini. Una cosa infatti è limitarsi a chiedere ai cittadini di stare a casa, un’altra è dare a questo “stare a casa” un senso, un significato alto e nobile, che faccia sentire i cittadini orgogliosi protagonisti di uno sforzo epocale, di quelli che cambiano la storia di una nazione.

Fare come in Cina?

Il Covid-19 ha attaccato duramente e quasi contemporaneamente la Cina e l’Italia, due paesi diversissimi fra loro, quasi come se volesse mettere alla prova in parallelo la capacità di risposta di un regime totalitario e di una democrazia parlamentare.
E poiché la risposta cinese sembra essere stata molto efficace, con una nettissima riduzione dei casi di contagio in tempi relativamente brevi, molti nel nostro Paese stanno guardando alla Cina come ad un modello da imitare dal punto di vista della gestione del rapporto fra istituzioni e cittadini. La paura del contagio fa insomma riemergere una vecchia e sempre presente tendenza degli italiani ad affidarsi ad un “uomo forte”, qualcuno che li guidi e li protegga. E i comportamenti incivili e irresponsabili di molti nostri concittadini sembrano dar loro ragione.
Se nei prossimi giorni la lotta contro il virus non dovesse dare risultati concreti e il contagio dovesse cominciare a mietere vittime anche al Sud c’è il rischio che, guardando all’esperienza cinese come modello, molti saranno disponibili ad accettare oggi lo scambio che già veniva proposto negli Anni Settanta per fermare i terroristi delle Brigate Rosse e dei Nar: “Un po’ meno libertà in cambio di un po’ più di sicurezza”.

La salute, bene comune

Uno scambio illusorio e pericoloso, ma poiché quando si ha paura si è disposti ad accettare qualunque cosa, al modello autoritario cinese dobbiamo contrapporre qualcosa di altrettanto efficace e convincente. E ce l’abbiamo, è il modello dell’amministrazione condivisa dei beni comuni, fondato sull’assunzione di responsabilità dei cittadini nei confronti dei beni comuni e sperimentato negli ultimi anni in oltre 200 città con migliaia di patti di collaborazione per la cura dei beni comuni.
In questi giorni tutti, istituzioni, politici, media chiedono agli italiani di essere responsabili, accettando sacrifici alle proprie abitudini di vita per fermare la diffusione esponenziale del contagio.
Andrebbe invece rovesciata l’impostazione. Non tanto una richiesta di fare sacrifici, quanto piuttosto la proposta di essere protagonisti, insieme con le istituzioni, di un’alleanza per l’interesse generale, tutelando con i nostri comportamenti individuali quel fondamentale bene comune che è la salute. Bisognerebbe che qualcuno dicesse agli italiani: “Facciamo un patto. I medici e gli infermieri si prendono cura in ospedale della salute dei malati, voi vi prendete cura stando a casa della salute vostra e di quella degli altri e in questo modo, tutti insieme, ci prendiamo cura dell’Italia e mettiamo le basi per la Seconda Ricostruzione del Paese”.

La Seconda Ricostruzione comincia adesso

Se i cittadini, cioè tutti noi, siamo alleati delle istituzioni per risolvere insieme un “problema di sistema” prendendoci cura del bene comune salute, allora è possibile, anzi necessario dare a quello che tutti stiamo facendo una prospettiva che vada oltre il mero fatto fisico dello stare chiusi fra quattro mura.
C’è modo e modo di “stare a casa”… e infatti ovunque fioriscono iniziative di solidarietà di vicinato, di auto organizzazione, di modi inediti e intelligenti di usare il web, i social e il telelavoro, mettendo a frutto doti molto italiane come la fantasia, l’intelligenza e la capacità di innovazione.
Tutto questo è bellissimo, sia perché ci aiuta a resistere in questa fase di sospensione delle nostre abitudini di vita, che non sappiamo per quanto durerà (ma sicuramente non sarà per poco….), sia anche perché è in questi giorni di forzata clausura casalinga che possiamo mettere le basi per la Seconda Ricostruzione.

Immagine di copertina: “Micro as Macro” di Stefania Taverna

La verità è la radice di ogni atto veramente libero.

La nostra funzione, contribuire all’ottimizzazione del rapporto sociale della condivisione e al miglioramento della cittadinanza attiva ed efficienza nei risultati,  cerchiamo garanzie per un ambiente sociale caratterizzato dal rispetto reciproco dei principi di parità e pari opportunità, di benessere organizzativo, contrastiamo qualsiasi forma di discriminazione e di violenza morale o psichica.

Il nostro obiettivo di responsabilizzare ed educare cittadini a scegliere forme di comunicazione non ostile. Promuove i valori espressi nella comunicazione non ostile. Organizzare iniziative di sensibilizzazione e formazione. Ci rivolgiamo a tutti i cittadini consapevoli del fatto che “virtuale o reale”, l’ostilità ha conseguenze concrete, gravi e permanenti nella vita delle persone.

Uniamoci per tutelarci. Non abbiamo chiesto mai quote d’iscrizioni né le chiederemo, siamo per collaborazione attiva “no profit allo stato puro“.

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Passaggio generazionale, un processo da gestire . . .

La formazione professionale delle nuove generazioni è, peraltro, spesso in contrasto con la formazione sul campo di quelle precedenti. Da un lato si possono trovare giovani che hanno compiuto studi avanzati (talvolta con esperienze anche all’estero), portatori di nuove concezioni del business, ma che, per contro, non hanno spesso avuto l’opportunità di fare la necessaria “gavetta” sul campo; dall’altro lato troviamo attori-titolari d’impresa che sono per lo più senza una specifica preparazione manageriale, ma in possesso di grande spirito pratico e di una profonda conoscenza dei segreti d’azienda. Occorre che l’imprenditore lungimirante, in vista dell’inevitabile ricambio generazionale, ne pianifichi adeguatamente il passaggio, affinché vengano gestite tutte le problematiche coinvolte evitando di pregiudicare la stabilità e la continuità dell’azienda.

L’Europa a portata di mano uniamoci per tirarne fuori qualcosa !

Per avvicinare l’Europa ai cittadini e alla loro realtà quotidiana, la Commissione europea dispone di una rete informativa in tutti i paesi dell’UE, compresa l’Italia. Gli strumenti attraverso i quali la Commissione è presente su tutto il territorio nazionale sono i centri di informazione Europe Direct e i Centri di Documentazione Europea.

CDE Università degli Studi di Messina

Piazza XX Settembre 4 98122 Messina Italy cdemessina@unime.it

+39 0906768880   https://www.unime.it/it/centri/cde

La verità è la radice di ogni atto veramente libero.

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costruiamo un laboratorio virtuale . . . ci siete ? . . . telefonate ! . . .

Un Laboratorio di ricerca che si propone di ampliare e diffondere il dibattito sui cambiamenti in atto, studiando, approfondendo e raccontando dinamiche ed esperienze capaci di coniugare il ridimensionamento della spesa pubblica con la tutela dei nuovi rischi sociali, in particolare attraverso il coinvolgimento crescente di attori privati e del Terzo Settore. Il Laboratorio si dovrà impegnare in quattro aree sinergiche e interconnesse – Ricerca, Informazione, Formazione e Accompagnamento – offrendo strumenti adeguati alle esigenze di cittadini, organizzazioni e istituzioni che a vario titolo si interessano a questo tema. Una iniziativa che diventa un punto di riferimento per molti soggetti che si occupano a vario titolo di politiche sociali e Promozione Sociale. Un’opportunità per generare benessere ed economie di luogo“, dedicato al tema del “fare welfare nel territorio”, partecipazione che porta con sé tante sfide. Ma anche molte opportunità con lo scopo di portare stimoli al territorio della provincia di Messina e consenta uno scambio con altre esperienze in aree di prossimità ed europea. Il welfare non è solo assistenza ma la ricerca di un livello minimo di benessere per tutti, benessere che implica tutela dei diritti, dignità e pari opportunità, lavoro e mobilità. Vuol dire offrire alle persone più fragili e vulnerabili l’opportunità di vivere in un ambiente sociale accogliente e stimolante, dove ciascuno può trovare il suo posto.

La verità è la radice di ogni atto veramente libero.

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lmposizione ! . . . non è libertà ! . . .

Crescita, significa cogliere nell’universo del quotidiano le migliori opportunità culturali, sociali, relazionali, affettive. Ma non senza l’impegno educativo della famiglia, della scuola, dell’università: fidatevi di chi si impegna (non di chi fa l’opportunista) per voi, e si spende in termini di passione, competenza, professionalità, coerenza, credibilità, maturità adulta e saggio equilibrio.

Abbiamo un disperato bisogno di maestri per imparare a riconoscere ogni sorta di verità,(non di opportunisti alla ricerca dell’imposizione) e a ricercarla con tutta la passione della mente e del cuore, mettendo in azione il meglio dell’immaginazione e il massimo del desiderio. Innanzitutto cercate di rivelare e di affermare la verità di voi stessi.

 Inoltre, imparate a ragionare con la vostra testa; cosa ben diversa dal “fare di testa propria”. La vostra testa sia innamorata della verità. Tradire la verità, è come impedire l’orientamento delle piante verso la luce. Ed è la morte. La verità negata è tradimento dell’educazione.

Oggi assistiamo ad un diffuso ritiro dalle questioni importanti e complesse, mentre le persone si accontentano di slogan, di opinioni, di frasi ad effetto, e di tweet. La nostra società sembra aver perso la fiducia nella ragione. Si ragiona poco, soprattutto con la propria testa.

Respiriamo un’aria litigiosa che stordisce la mente e aumenta la cecità culturale. Una rispettosa confidenza tra l’insegnante e un giovane è data dalla comune amicizia per la verità, una sorta di buona complicità.

La verità chiama in causa e mette in gioco la tua libertà. Quando la falsità prende il sopravvento, si impadronisce della tua libertà. “Per me non c’è libertà senza verità”: essere liberi non è facile, è molto più semplice seguire le opinioni del momento, gli slogan a effetto, le arguzie delle menzogne montate ad arte così bene da sembrare vere. La libertà si deve conquistare attraverso la fatica della ricerca.

 

 La nostra prima responsabilità è rispondere alla verità, perché la verità ti viene incontro, e si lascia amare e cercare instancabilmente da persone intellettualmente oneste.

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i nostri sforzi organizzativi . . . partecipazione attiva ! . . .

AL SIG. SINDACO DEL COMUNE DI CAPO D’ORLANDO (ME)

FERROVIE DELLO STATO SPA – ROMA

PROTEZIONE CIVILE – MESSINA E PALERMO

CITTA’ METROPOLITANA DI – MESSINA

ARPA SICILIA – MESSINA E PALERMO

- GAZZETTA DEL SUD – ANTENNA DEL MEDITERRANEO – RAI 3- ONDA TV – 98ZERO – GL PRESS -

COMITATO SPONTANEO TRAZZERA MARINA E VIA CORDOVENA

Come dalla sua nascita il nostro COMITATO SPONTANEO è impegnato nel proporre e promuovere iniziative sociali destinate a migliorare la qualità della vita dei nostri concittadini. Con la presente condividiamo e supportiamo l’ennesima petizione con raccolta firme, per l’apertura di un sottopasso pedonale.

Ci preme portare alla vostra attenzione l’incresciosa situazione venutasi a creare nella

C.da S.LUCIA – VIA CORDOVENA – NEL COMUNE DI CAPO D’ORLANDO (ME)

Più volte si è cercato di aprire un dialogo con le autorità competenti tramite lettere petizioni stampa e quant’altro, al fine di essere presi in considerazione e di esporre il nostro parere sul disagio provocato dalla chiusura dello storico passaggio a livello di via Cordovena, come evidenziato anche nell’ultima e-mail inviata alla segreteria del sindaco di Capo d’Orlando in data 19.10.2019 dall’egregio sig. FOTI Antonino residente in Via Cordovena da oltre 40 anni .

Ci preme evidenziare che Nel sito ufficiale delle FS alla voce eliminazione passaggi a livello:

si legge: che la sostituzione di essi avviene tramite opere quali – cavalcavia – sottopassi etc. concordati con enti locali e territoriali. Recitano quanto segue: La solidarietà è da sempre un valore fondamentale per il Gruppo Ferrovie dello Stato Italiane, concretamente impegnato nella realizzazione di progetti e iniziative a favore delle persone disagiate. D’intesa con l’associazionismo e gli Enti locali, il Gruppo ha fatto propria una politica di sostegno e programmazione per iniziative sociali nelle aree ferroviarie. Sta nascendo, infatti, a partire dalle stazioni, un nuovo sistema di welfare collaborativo, basato sul principio di sussidiarietà circolare: si tratta di una nuova forma di collaborazione tra diversi soggetti (pubblico, privato e Terzo settore). L’approccio è quello della connessione e dell’aiuto reciproco, all’interno di una comunità e non più semplice erogazione di servizi. Continua ancora : Il nostro impegno per il turismo – In linea con il Piano industriale 2019-2023, il Gruppo FS Italiane ha avviato una serie di azioni per la redistribuzione dei flussi turistici e per una migliore accessibilità alle città d’arte e ai luoghi di vacanza, valorizzando l’immagine e il patrimonio culturale e paesaggistico del Paese.

IL DISAGIO

L’ospitalità turistica del nostro paese viene di fatto gambizzata da questa incresciosa chiusura senza alternative, che di fatto impedisce la fruizione verso la spiaggia di tutta la fascia di cittadinanza a ridosso dello sbarramento ferroviario nonostante ci si trovi a non più di 150 metri dal mare. Come se non bastasse, le attività commerciali, i residenti e chiunque si trovi a dimorare in tale area sono stati fortemente penalizzati visto che per raggiungere la zona sud dalla nord e viceversa devono devono percorrere circa 4 km. Attualmente l’unica possibilità di transito è il sottopasso di Via Tripoli II Tronco largo appena 2,50 metri sprovvisto di marciapiedi ed adeguata illuminazione. Su tale sottopasso confluisce tutto il traffico pedonale, ciclistico e veicolare, sopportando pericolosamente il doppio senso di circolazione. Il tutto rende l’attraversamento di tale caotica infrastruttura una lotteria nella quale la posta in gioco è finire sotto un auto o peggio ancora. Come se non bastasse quanto già esposto si fa notare che nella zona si trovano diversi istituti scolastici il palasport e per non farsi mancare nulla, nella adiacente P.ZZA BONTEMPO si svolge il mercato settimanale. Crediamo che gli ingredienti ci siano tutti per rendere invivibili le giornate di chi voglia o debba spostarsi fra le due zone indicate oltre che sottoporre la collettività ad un pericolo ingiustificabile.

CHIEDIAMO

un confronto democratico collaborativo e costruttivo al fine di risolvere la problematica evidenziata e di identificare una valida alternativa che possa eliminare definitivamente ogni pericolo.

Rimaniamo in attesa di vs gradita in merito:

Alleghiamo alla presente:

- n. 07 fogli fronte retro contenenti motivazione petizione più n° 250 firme – verranno consegnate breve mani al protocollo del Comune di Capo d’Orlando (ME).

Mentre agli altri enti e stampa verranno inviate tramite posta elettronica e pec .

Referenti portavoce della petizione :

  • Antonino FOTI tel. 340 – 3053028
  • Antonino MERENDINO tel. 327-5945579
  • Carlo LIBRIZZI tel. 347-4629179

Capo d’Orlando lì 18.02.2020 consegnata al protocollo del comune.

Un altro tassello alle nostre battaglie di diritti sociali:

Esercitiamo una importantissima funzione per contribuire all’ottimizzazione del rapporto sociale della condivisione e al miglioramento della cittadinanza attiva ed efficienza nei risultati,  cerchiamo garanzie per un ambiente sociale caratterizzato dal rispetto reciproco dei principi di parità e pari opportunità, di benessere organizzativo, contrastiamo qualsiasi forma di discriminazione e di violenza morale o psichica.

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– tel. mobile 347-4629179  e-mail : comitato@trazzeramarina.it

la comunicazione . . .

Impegnarsi a contrastare i linguaggi d’odio lo si può fare comunicando in modo non ostile. L’obiettivo che rincorriamo è di responsabilizzarci ed educarci a scegliere forme di comunicazione non ostile. Promuovere i valori espressi nella comunicazione non ostile. Ci rivolgiamo a tutti i cittadini consapevoli del fatto che l’ostilità ha conseguenze concrete, gravi e permanenti nella vita delle persone.

Il nostro obiettivo di responsabilizzare ed educare cittadini a scegliere forme di comunicazione non ostile. Promuove i valori espressi nella comunicazione non ostile. Organizzare iniziative di sensibilizzazione e formazione. Ci rivolgiamo a tutti i cittadini consapevoli del fatto che “virtuale o reale”, l’ostilità ha conseguenze concrete, gravi e permanenti nella vita delle persone.

Uniamoci per tutelarci. Non abbiamo chiesto mai quote d’iscrizioni né le chiederemo, siamo per collaborazione attiva “no profit allo stato puro“.

L’Italia ha bisogno di cittadini attivi, responsabili e solidali.
Da soli non ci si salva !!     

Ogni scelta modella la nostra vita.

Diventiamo consapevoli delle nostre scelte.

con il buonsenso possiamo costruire le condizione per condivisione e meritocrazia.      

           accelerare l’innovazione e sviluppare Il buon senso

Cerchiamo volonterosi per costruire un pezzo di mondo migliore, una piccola Comunità impegnata ad inventare nuovi modi di pensare, abitare e vivere, aprirsi al lavoro produttivo.

Abbiamo idee e progetti ! da proporre !  Aiutiamoci a farli partire !

Creare una squadra di persone curiose, creative ed intraprendenti che prima di tutto vogliono scoprire il mondo e fornire le migliori risposte ai problemi che incontrano.

CURIOSI - CREATIVI - INTRAPRENDENTIATTIVI NEL REALIZZARE

Dalle visioni alle strategie, dalle strategie ai progetti - alle realizzazioni.

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formazione della Libertà . . .

Il nuovo libro di Raffaello Morelli “In Italia, PROGETTO PER LA FORMAZIONE DELLE LIBERTÀ che diffonda la cultura del cittadino individuo” mostra che oggi colmare in Italia il buco delle libertà significa convincersi che le libertà crescono fondando i comportamenti e le scelte pubblici sul cittadino responsabile secondo le regole.
Perchè in Italia è decisivo costruire la Formazione delle Libertà?Le grandi carenze del paese derivano soprattutto dal buco di liberalismo civile. L’individuo è il cardine delle libertà, ma da noi resta un fantasma: nonostante che il mondo funzioni con i miliardi di individui viventi e sia impossibile prescindere dallo spirito critico di ogni umano sul territorio con la sua diversità.Tra questa miriade di individui, i conflitti sono fisiologici, e per  dirimerli vanno rispettate le regole che i cittadini si danno per relazionarsi e fare le scelte. Quindi la misura di ogni libertà politica non è l’assenza di regole. Al contrario. Servono regole di qualità che diano spazio all’esercizio dello spirito critico individuale.Il libro di Raffaello Morelli “PROGETTO PER LA FORMAZIONE DELLE LIBERTÀ” mostra che oggi colmare in Italia il buco delle libertà significa convincersi che le libertà crescono fondando i comportamenti e le scelte pubblici sul cittadino responsabile secondo le regole. Purtroppo ciò non si verifica abbastanza, fin dall’epoca dell’Unità d’Italia. Pur trattando il libro cosa fare ora in vista del domani, è molto importante ricordare come nei decenni si sia arrivati al buco delle libertà di oggi. Di fatti l’auspicata Formazione delle Libertà non è un assunto teorico ma un metodo frutto sperimentale dei tempi trascorsi. Perciò  c’è  il capitolo del libro dedicato ai decenni dall’Unità fino ad ora, ma il suo testo viene collocato nell’appendice. Certo è un aspetto molto insolito. Però evita che una collocazione all’inizio distolga dal focalizzarsi sul colmare il buco delle libertà di oggi. Al tempo stesso, l’Appendice sui decenni trascorsi mantiene consapevoli che colmare il buco delle libertà non vuol dire ripartire da zero ma dagli avvenimenti. Che sono una caratteristica  fondamentale delle libertà.
La Formazione delle Libertà è chiamata ad  un’azione politico culturale continua, che non evochi certezze, che non attenda condizioni di vita migliori raggiunte in modo spontaneo e che renda il cittadino consapevole del come il conflitto sperimentale sulle idee, sulle proposte e secondo le regole, sia la reale garanzia della libertà di ciascuno.A tal fine, i fautori delle libertà devono impegnarsi  sui principi imprescindibili per rilanciare il metodo del liberalismo politico, evitando di allargarsi ad un progetto onnicomprensivo che, su ogni tema della vita, stenda una cappa intrinsecamente estranea alle libertà.  Il  fulcro del metodo liberale è il concetto politico di cittadino individuo e della metodologia individuale. Muovendo dalla constatazione storica che gli individui sono tutti diversi e che, per funzionare al meglio, le istituzioni vanno basate sul combinare le scelte dei singoli cittadini in base ai risultati: la libertà individuale è il mezzo più efficace per adattare il convivere al passar del tempo perché usa l’esprimersi dei singoli. Chi agisce da liberale in politica valorizza l’individuo e il suo diritto al privato, per esaltare l’originalità di  ognuno col manifestare il proprio essere. Da qui la necessità di regole sui modi del confronto tra i molteplici interessi dei cittadini individuo e tra i progetti da loro avanzati.  E, onde mantenere l’uguaglianza dei cittadini nei diritti , altrettanto indispensabile è adeguare quelle regole in base ai risultati ottenuti.Una simile necessità è la spina dorsale della separazione Stato-religioni voluta dai liberali. Una separazione che in Italia  ha ancora bisogno di supporto politico, dato che traballa la laicità istituzionale riconosciuta dalla Corte Costituzionale nel 1989 seppure timidamente e perciò ancora poco attuata. Il sistema della separazione comporta la neutralità istituzionale, il diritto di un cittadino di avere o no un credo e la scelta di procreare non dettata dalla Dottrina. Comporta anche migliorare l’utilizzo delle potenziali risorse dei cittadini donna nel vivere: una questione cui sono state tentate risposte, restate parziali, poiché non hanno cambiato la mentalità civile portandola a riconoscere che maschi e femmine hanno, come umani, una sostanziale  unitarietà di comportamenti.In generale, valorizzare i cittadini individui ed adottare regole da loro prima scelte poi adeguate, è la procedura delle libertà sulla scorta dei fatti. Non perché attività e  decisioni dei cittadini siano sempre e comunque le migliori. Ma perché statisticamente, la procedura, reiterandosi, fornisce la probabilità di gran lunga superiore di condurre alla convivenza più feconda.  Chi non vuol seguire tale procedura, non applica il metodo sperimentale e non è liberale.Un funzionamento istituzionale coerente con il liberalismo non interessa solo ai liberali, ma a tutti, poiché a tutti garantisce la convivenza tra diversi più produttiva e più pacifica raggiungibile. Il liberalismo non è una condizione di natura, ma una conquista della conoscenza umana, connessa al comprendere i meccanismi dello svolgersi della vita. Una conquista da rinnovarsi nel tempo perché non regredisca.A questo punto del libro c’è un passaggio chiave. Il rilievo che far parte dell’auspicata Formazione delle Libertà non è un diritto di cittadinanza. Per farne parte, bisogna prima condividere i principi maturati attraverso l’esperienza e oggi irrinunciabili per il rilancio delle Libertà. Il libro ne cita 11 descritti con precisione scientifica. Su questi 11 principi si fonda l’azione politica attuale dei liberali. Condividendoli si è nella Formazione delle Libertà, che è lo strumento per applicarli in Italia ed avviare il rilancio della metodologia individuale. Naturalmente ciò è solo l’inizio. Il quotidiano confronto politico delle libertà verte sui provvedimenti necessari  per governare un territorio. Il libro seleziona e analizza cinque settori per realizzare la cultura liberale; da approfondire ancora ma prioritari nell’Italia di oggi. La scuola, l’economia, i mezzi di informazione, il sistema giustizia, l’Unione Europea. Applicare le libertà in questi 5 settori è decisivo rispetto ad applicarlo negli altri settori. Il libro fa poi un cenno alle caratteristiche dei sistemi elettorali usati per le scelte e getta  uno sguardo sulle culture politiche oggi in campo, tutte distanti se non nemiche dell’individuo.Nell’ultimo capitolo, il libro rimarca l’esigenza che l’auspicata Formazione delle Libertà, in coerenza funzionale con il liberalismo, usi la conoscenza scientifica e tecnologica per dare ai liberali uno strumento capace di mettere in relazione immediata e fattiva i cittadini individui.

collegati per scaricare il libro gratuito:
http://www.losguardolungo.it/biblioteca/progetto-per-la-formazione-delle-liberta/
Fonte: Competere
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iniziamo a prenderci cura ! . . .

Il Comitato Trazzera Marina si occupa di sensibilizzare promuovere e fare gruppo. Promotori di un modello di società fondato sul “prendersi cura”. Grazie a strumenti come il Regolamento per l’amministrazione condivisa ed i patti di collaborazione noi promuoviamo la cura del territorio come bene comune. Tutti insieme vorremmo dimostrare come sia possibile una società fondata sulla fiducia reciproca, sulla solidarietà e sulla collaborazione, anziché sul sospetto, sul rancore e sull’egoismo.

Partecipare non costa nulla ! . . . solo un po’ di tempo da dedicare per affrontare le problematiche che si incontrano.

Vorremmo iniziare ad organizzarci per la tutela del cittadino . . .

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Il tempo della delega è finito. . .

 L’Italia ha bisogno di cittadini attivi, responsabili e solidali.

“perché non accada ad altri”: affrontare carenze, soprusi, inadempienze, e agire per prevenirne il ripetersi mediante il cambiamento della realtà, dei comportamenti, la promozione di nuove politiche, l’applicazione delle leggi e del diritto. Siamo convinti che “fare i cittadini sia il modo migliore di esserlo”, cioè che l’azione dei cittadini consapevoli dei propri poteri e delle proprie responsabilità sia un modo per far crescere la nostra democrazia, tutelare i diritti e promuovere la cura quotidiana dei beni comuni.

Da soli non ci si salva !!     

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